«Mattatoio chiuso, allevamenti a rischio»

18 Gennaio 2023

Il direttore del servizio veterinario Asl: così si massacra un settore strategico per l’economia regionale

PESCARA. Il mattatoio di via Raiale non riaprirà più. Vani sono stati gli appelli di Fabrizio Lodi, direttore del servizio veterinario di Igiene degli alimenti di origine animale della Asl, che nei giorni scorsi si è fatto portavoce dei malumori degli allevatori di tutta la regione che minacciano un ricorso al Tar per i danni conseguenti alla chiusura della struttura.
«È una grossa mazzata per la zootecnia con conseguenze negative sia sulla sicurezza sanitaria», ha ribadito il veterinario della Asl di Pescara, «sia nella disponibilità di prodotti alimentari locali, a chilometro zero, in controtendenza con la volontà politica di sviluppare solo le aree interne e mantenere questo tipo di attività per la microeconomia locale».
Il mattatoio della zona industriale pescarese ha cessato l'attività il 5 gennaio scorso. Sia per il Comune, sia per Ambiente spa, gestore dell'immobile, non c'è alcuna possibilità di riapertura.
La chiusura dell'impianto è legato al contratto con i gestori, scaduto, a cui si è aggiunta anche una sentenza che imponeva la restituzione dell'immobile alla società proprietaria, cioè Ambiente.
L'assessore alle politiche ambientali, Isabella Del Trecco, ha spiegato ieri che «la proprietà, per statuto, non ha la possibilità di gestire né di dare in gestione il mattatoio». «Abbiamo fatto tantissime riunioni», ha fatto presente l’assessore, «a cui ha partecipato anche l'amministrazione, è una situazione che si trascina da anni e gli allevatori sapevano che prima o poi avrebbero dovuto restituire la struttura».
Pronta la replica di Fabrizio Lodi, direttore del servizio veterinario di Igiene degli alimenti di originale animale della Asl. «Questa volontà politica si era già capita da tempo», ha affermato il dirigente, «sono state fatte tante riunioni perché solo in ritardo si sono accorti dell'importanza che poteva avere una scelta di questo tipo, cioè la chiusura della struttura». «Avevano, dunque, a mio parere», ha precisato, «fatto scelte strategiche e hanno ritenuto opportuno non tornare indietro. Ma così si massacra un settore, quello degli allevatori di tutta la regione, che hanno famiglie da mantenere» e che ora hanno dirottato le loro attività negli impianti dislocati nel Pescarese, Rosciano, Civitella Casanova, Pianella, Tocco da Casauria, Collecorvino. Il mattatoio di via Raiale risale agli anni Settanta e ha prodotto un fatturato di 700mila euro annui.
«È stato un osservatorio epidemiologico di grandissima importanza», ha concluso Lodi, «dove sono stati macellati 4.500 bovini (adulti e vitelli) all'anno; 50 equini; 11.000 ovicaprini e 10.000 suini, secondo una media degli ultimi tre anni».