Mattoscio, domani riparte la sfida

16 Gennaio 2022

Pescarabruzzo: D’Alfonso terrà nella sede della Provincia la conferenza stampa contro il presidente

PESCARA. Luciano D’Alfonso farà domani la conferenza stampa su, anzi contro Nicola Mattoscio, presidente di lungo corso di Pescarabruzzo. Il senatore del Pd ha chiesto e ottenuto, questa volta in tempi da record, il permesso per utilizzare la sala Figlia di Jorio della Provincia di Pescara. La sfida tra i due continua su un terreno amico del politico che, oltre ad essere stato presidente della Regione, è anche ex sindaco ed ex presidente della Provincia di Pescara, all’epoca punto di riferimento di Mattoscio che ora gli chiude la porta in faccia. Per due volte infatti D’Alfonso si è visto rispondere no ad altrettante richieste presentate alla fondazione Pescarabruzzo, per la sala convegni in corso Umberto, e all’Isia Pescara Designer, l’istituto di via Cesare Battisti direttamente collegato con molteplici fili alla Fondazione che Mattoscio presiede da 25 anni. Gli stop consecutivi alle due richieste, certamente provocatorie, di tenere la conferenza stampa in campo avverso, hanno però finito per aumentare il livello di rabbia, o meglio di orgoglio ferito, del senatore dem che, nel comunicare data e ora ufficiali della conferenza stampa, domani dalle 11 alle 12, dice anche che non farà «alcuno sconto al suo antagonista». E definisce Mattoscio il presidente costretto finora «a contorsioni per garantire la propria continuità esperienziale». D’Alfonso ricorre, come sempre, a un linguaggio figurato, questa volta per riassumere i motivi che hanno permesso a Mattoscio l’ennesima e più recente delle sue rielezioni al vertice di Pescarabruzzo dopo essersi interscambiato di ruolo con il segretario/direttore generale per creare una soluzione di continuità tra mandati, come impone la regola, tecnicamente il protocollo d’intesa tra fondazioni e ministero dell’Economia e Finanze del 22 aprile del 2015.
«Ma questo», annuncia il politico, «è un centesimo di quello che svelerò domani pubblicamente». (l.c.)