Medici e infermieri senza vaccino Ultimatum ai 50 che resistono

Hanno tre giorni per regolarizzare la posizione: rischiano la sospensione dal servizio e dello stipendio Oggi partono le comunicazioni al personale sanitario e amministrativo che non si è ancora immunizzato
PESCARA. Ultima chiamata per medici, infermieri, operatori socio sanitari e amministrativi che non si sono ancora vaccinati.
La Asl oggi ripartirà col secondo e ultimo giro di lettere da inviare ai destinatari interessati. E i toni, questa volta, sono meno accomodanti e suonano più o meno così: o vi vaccinate entro tre giorni dal ricevimento della missiva oppure scatterà l’immediata sospensione dal servizio (o l’allontanamento dal luogo di lavoro senza contatto con il paziente, ma tale provvedimento potrebbe riguardare più che altro gli amministrativi), dello stipendio e delle relative contribuzioni pensionistiche.
Lo zoccolo duro conta ancora una cinquantina di unità, contro i 300 iniziali: 30 medici, 100 infermieri, 40 operatori socio sanitari e 130 amministrativi operativi negli ospedali di Pescara, Penne e Popoli. E a fronte di 3.275 medici, compresi gli odontoiatri, iscritti all’Ordine di Pescara e provincia.
La gran parte si è vaccinata. Altri, 3 o 4, sono stati esonerati dai medici di famiglia per ragioni di salute (patologie gravi). Altri, in servizio ma senza Green pass, hanno aggirato l’ostacolo e si sono messi in malattia preventiva. Un comportamento che, non solo a livello locale ma anche nazionale, sta aumentando il numero dei certificati di malattia del personale ospedaliero.
L’ultimatum della Asl scatterà da oggi, quando dagli uffici amministrativi partiranno le lettere di sollecito agli irriducibili. I quali, avranno tre giorni di tempo dal ricevimento della comunicazione, per mettersi in regola con la vaccinazione. Nella missiva viene indicato anche il luogo dove effettuare la profilassi: all’Outlet di Città Sant’Angelo dove da lunedì scorso, a seguito della chiusura del Palafiere di Pescara, sono ricominciate le somministrazioni anti Covid.
Tempi tecnici permettendo, entro la prossima settimana si saprà se tutto o parte del personale sanitario non vaccinato, una cinquantina di unità, avrà accettato di regolarizzare la propria posizione. Chi non lo farà, sarà segnalato all’ufficio del personale. Sarà poi la commissione composta da direttori amministrativi e coordinatori della funzione territoriale Asl (istituita sulla base del decreto legge 44/2021, convertito con le modifiche del 28 maggio, che prevede l’adozione del protocollo Asl definito nella delibera 1406) a stabilire le eventuali destinazioni ad altri incarichi del personale che rifiuterà ulteriormente la vaccinazione oppure la sospensione immediata dal servizio e dallo stipendio, che sarà revocata in caso di avvenuta immunizzazione. Chi, nella prima fase dei controlli, ha risposto alla Asl e si è giustificato sostenendo di aver fatto già la prima dose, oppure di aver contratto il Covid durante la pandemia resta esente dalla vaccinazione per sei mesi. Altri ancora hanno candidamente ammesso di non volersi vaccinare.

