Medici e infermieri: «Subito assunzioni»

14 Novembre 2020

I sindacati in strada per rivendicare contratti e più sicurezza

PESCARA. Assunzione di nuovo personale per alleggerire il carico asfissiante degli operatori della sanità, rinnovi contrattuali, riconoscimento professionale di tutte le categorie sanitarie e sicurezza sul lavoro. Quattro richieste per sostenere chi, da nove mesi, è in prima linea contro la pandemia. È quanto chiesto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil con la manifestazione “Accendiamo la sanità pubblica” che ha visto ieri, in tutta Italia, presidi davanti agli ospedali per mostrare «disappunto riguardo alla situazione dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego».
A livello regionale, la protesta si è svolta davanti all’ospedale di Pescara. Terminato il presidio, i sindacati hanno avuto un incontro in Regione con l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì e i dirigenti del Dipartimento Salute per ricevere garanzie sul futuro dei lavoratori. «Manifestiamo a sostegno dei colleghi della sanità pubblica, in grave sofferenza per l’emergenza pandemica in atto», spiega il segretario generale di Cisl Funzione pubblica Abruzzo e Molise Vincenzo Mennucci. «Chiediamo al governo di ripartire dalle piattaforme unitarie di Cgil, Cisl e Uil presentate a febbraio per procedere alla sottoscrizione del nuovo contratto che dovrà avere in bilancio ulteriori somme rispetto a quelle previste».
I CONTRATTI. La precarietà di chi lavora in trincea negli ospedali è il primo tema sul quale si battono i sindacati. «La pandemia ha messo in luce tutte le carenze che denunciamo da anni», sostiene Paola Puglielli, segretaria generale della Funzione pubblica della Cgil Abruzzo-Molise. «Chiediamo che nella sanità in primis, così come anche in tutto il comparto pubblico, ci sia un piano straordinario di assunzioni perché questo settore nel corso degli ultimi 15 anni è stato sguarnito di professionalità. Vanno rinnovati i contratti ai professionisti della sanità. Ai lavoratori che sono in prima linea nell’emergenza, spesso anche senza strumenti per affrontare la pandemia, venga dato il giusto riconoscimento economico e professionale».
LA SICUREZZA. Secondo i dati Inail aggiornati al 30 settembre, in Abruzzo da gennaio sono 641 le denunce di infortunio sul lavoro da Covid. «I livelli di sicurezza sono ancora carenti», spiega Puglielli di Cgil. «Chiediamo l’immediata costituzione del comitato regionale e dei comitati aziendali in tutte le Asl per l’attuazione e la verifica del protocollo per la salute e la sicurezza. I comitati devono avere la disponibilità periodica settimanale del numero di contagi degli operatori sanitari in ogni struttura, compresi operatori servizi appalto e scolastica. Devono poi avere dati dei tamponi e dello screening veloce per ogni Asl, dati sul tracciamento e sull’approvvigionamento dei dispositivi individuali di protezione e dati relativi alle Rsa dell’intero territorio».
Su questi temi, la Regione si è impegnata a costituire un comitato permanente regionale Covid, al quale saranno forniti i dati richiesti dai sindacati, e solleciterà le singole Asl a costituire comitati aziendali. «In Abruzzo, da ciò che ci raccontano i lavoratori, la situazione è fuori controllo», aggiunge Puglielli. «Non in tutti i presidi ospedalieri ci sono ancora percorsi chiari e distinti per i pazienti Covid. Abbiamo segnalazioni di ospedali che hanno spogliatoi promiscui, denunce di personale che non ha mai fatto il tampone nonostante lavori a contatto con persone fragili e di un sistema di tracciamento ormai saltato».
«Oggi sono colpite in maniera durissima zone interne dell’Abruzzo, le aree aquilana, marsicana e peligna», dice il segretario Mennucci della Cisl. «È evidente che ci sono stati ritardi nella macchina organizzativa che pure doveva essere pronta rispetto alla prima ondata. Vogliamo conoscere lo stato attuale in quelle zone dal punto di vista numerico, avere uno screening del personale, sapere se i dispositivi di protezione individuale consegnati sono sufficienti».
LA SOLIDARIETÀ. Ieri alla protesta ha partecipato anche il sindacato della polizia penitenziaria. «Sicurezza, contratti e assunzioni sono sacrosante rivendicazioni», afferma Giuseppe Merola, coordinatore regionale dell’organizzazione sindacale. «Con l’acuirsi dell’emergenza, i lavoratori sanitari stanno operando in condizioni difficili, spesso esposti anche ad elevati rischi. Servono investimenti, sicurezza nei luoghi di lavoro, riconoscimenti contrattuali e assunzioni di nuovo personale».
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