Medici, lettera aperta a Marsilio

1 Ottobre 2021

Bocciano il cambio del rapporto di lavoro da convenzionato a dipendente

Riforma delle medicina territoriale: i medici di famiglia abruzzesi, iscritti al sindacato Fimmg, scrivono al presidente Marco Marsilio e all’assessore Nicoletta Verì. Vogliono sapere se la Regione approva l’analisi e i giudizi espressi nel documento della Conferenza Stato-Regioni o se ne dissocia?
È questa la sintesi della loro lettera aperta. Che cosa dice il documento richiamato dal sindacato? Si propone il passaggio dal “rapporto convenzionale” “alla dipendenza” dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta. In pratica i medici di famiglia e i pediatri che oggi sono liberi professionisti convenzionati diventeranno “dipendenti” della Asl con la creazione di “Case delle Salute” che saranno lo strumento attraverso il quale verranno coordinati tutti i servizi offerti sul territorio. A lavoro timbrando il cartellino. Ed è questo il punto cruciale perché l’Abruzzo conta circa 1.300.000 abitanti di cui circa 293.000 nei quattro capoluoghi; 355.000 circa in 14 comuni con popolazione compresa tra 49.000 a 15.000 abitanti, e ben 650.000 in 287 piccoli comuni. Dove il medico di famiglia non può badare agli orari.
«Ma sembra che anche per la nostra Regione il medico di medicina generale da figura centrale», afferma Franco Pagano, segretario regionale Fimmg «sia diventato la causa di tutte le inefficienze e criticità del sistema sanitario».
La Fimmg associa il 65 per cento dei 1100 medici di famiglia abruzzesi. «Ritenete», continua Pagano, rivolgendosi a Marsilio e Verì, «che il passaggio alla "dipendenza" della medicina generale sia la giusta soluzione? Sapete che in Abruzzo il medico di medicina generale ha saputo garantire da sempre una prossimità pur in una situazione oro-geografica complicata e che per larga parte della nostra Regione il medico di famiglia è vissuto dai cittadini come unico riferimento certo di una sanità sempre più lontana? I medici abruzzesi», promette Pagano, «sapranno ben spiegare a cittadini e sindaci delle tante comunità cosa significa perdere la prossimità, la capillarità e il rapporto fiduciario».