Medico salvo per un pelo va volontario in chirurgia

AVEZZANO. E' uscito di casa alle 7.40, ha preso la metro alla fermata prima di Maalbeek e quando è arrivato all'ospedale di Erasme ha saputo quello che era accaduto. Dario Raglione, 31 anni,...
AVEZZANO. E' uscito di casa alle 7.40, ha preso la metro alla fermata prima di Maalbeek e quando è arrivato all'ospedale di Erasme ha saputo quello che era accaduto. Dario Raglione, 31 anni, specializzando in chirurgia è uno dei tanti abruzzesi che vivono e lavorano a Bruxelles e ieri si è salvato per miracolo. «Mi sono salvato per un pelo. Quando sono arrivato in ospedale ho sentito quello che era successo, sono stato fortunato». Non appena arrivato all'Erasme, una delle tante strutture ospedaliere dove sono stati portati i feriti, Raglione si è messo a disposizione dell'equipe di chirurgia per le urgenze. «Non solo io ma tutti si sono resi disponibili alle operazioni – ha continuato – chi era in congedo è tornato, chi finiva il turno è rimasto. Dal punto di vista medico è stata un'ottima gestione delle sale operatorie che si sono fermate per aspettare le emergenze chirurgiche che man mano arrivavano. Io ho aiutato in 2 operazioni e poi mi sono messo a disposizione».
Dopo 14 ore di lavoro ininterrotto il giovane, ieri sera era ancora in ospedale a disposizione dello staff. «Nel mio ospedale hanno trasferito otto politraumi chirurgici, più due con ustioni gravi e molti altri pazienti – ha precisato intorno alle 21 – siamo in attesa della revisione delle operazioni e poi forse potrò andare a casa. Non so se ritroverò la mia bicicletta alla fermata della metro però...».
Raglione è da un anno a Bruxelles e ammira il senso civico degli abitanti e l'organizzazione della città. Per questo è rimasto ancor più profondamente scosso. «Qui tutti dicono che l'attentato è stato fatto di proposito a quell'ora perché nel quartiere Europeo iniziano a lavorare alle 9 – ha concluso – A Bruxelles la società è civile, convivono tutti insieme senza odio razziale. Purtroppo gli estremisti stanno ovunque, una volta qua, una in Italia, una in Francia».
Eleonora Berardinetti

