«Meno luminarie, più servizi per chi soffre»

L’associazione Carrozzine Determinate chiede un Natale all’insegna del risparmio e della sobrietà
MONTESILVANO. Scegliere addobbi semplici e allestimenti sobri, dirottando i finanziamenti necessari all’installazione delle luminarie natalizie su progetti più vicini al cittadino. Carrozzine Determinate Abruzzo fa un appello al Comune e chiede di puntare su un Natale all’insegna del risparmio, lanciando un segnale concreto agli altri Comuni d’Abruzzo.
«Nei momenti di crisi economica, è necessario razionalizzare le risorse pubbliche per garantire i servizi primari alle categorie più deboli della società: bambini, anziani, disabili, immigrati, indigenti» dice il presidente dell’associazione Claudio Ferrante. «Si sta avvicinando Natale e apprendiamo che le amministrazioni pubbliche deliberano impegni di spesa per le luminarie. Non sono indispensabili e hanno un costo notevole per l’installazione e per il consumo dell’energia elettrica. Qualche anno fa, Pescara ha speso 121mila euro, che moltiplicati in proporzione per ciascun Comune abruzzese fanno immaginare quanto sia alta la cifra che i cittadini sono costretti a spendere». Il risparmio sulle luci natalizie, propone Ferrante, potrebbe essere impiegato per finalità sociali, come l’acquisto di apparecchiature mediche per i reparti di pediatria, la sistemazione degli istituti scolastici, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’acquisto di giochi per i bambini disabili da installare nei parchi pubblici e il finanziamento di progetti di assistenza sociale, «o per garantire l’assistenza domiciliare alle persone con gravi difficoltà. Il Natale si potrebbe festeggiare nel migliore dei modi, recuperandone oltretutto il vero significato, con addobbi semplici e allestimenti più sobri del solito».
L’associazione lancia, dunque, il suo appello ai Comuni della regione. «Ma sarebbe auspicabile e importante che questo segnale partisse da Montesilvano. Città che in questi ultimi anni ha dimostrato di affrontare con serietà e concretezza la questione della disabilità». Un’ulteriore alternativa, per Ferrante, potrebbe essere quella di «emulare l’esempio di alcuni Comuni del Nord e del Sud Italia, dove le luminarie sono state pagate interamente dal sindaco, dagli assessori e dai consiglieri senza gravare sul bilancio delle finanze pubbliche».
Rosa Anna Buonomo
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