Mense, il Comune blocca gli aumenti e studia nuove tariffe

31 Agosto 2023

Retromarcia dell’ente dopo la mozione approvata dall’aula Santilli: «Aiuteremo le famiglie più deboli a pagare i pasti»

PESCARA. L’amministrazione comunale si prepara a modificare le tariffe delle mense scolastiche. «Stiamo studiando come intervenire», ha detto ieri il vice sindaco e assessore all’istruzione Gianni Santilli. È il risultato del consiglio comunale di martedì scorso, quando l’amministrazione comunale, dopo una seduta burrascosa in cui si è assistito alla protesta di decine di mamme nell’aula, ha deciso di fare retromarcia sugli aumenti delle tariffe approvando la mozione presentata dal centrosinistra, seppure in parte modificata, che prevede l’impegno del sindaco e della giunta a ripristinare il contributo finanziario per calmierare i prezzi dei pasti, a introdurre una nuova fascia Isee alla quale applicare una tariffa ridotta e a valutare l’introduzione di agevolazioni per le famiglie con più di un figlio.
MODIFICHE ALLO STUDIO «In consiglio comunale», ha detto Santilli, «abbiamo preso l’impegno per cercare di modificare le tariffe delle mense. Adesso ci lavoreremo, abbiamo tempo per farlo perché la gara verrà aggiudicata prima della fine di quest’anno, in modo da dare la possibilità alla nuova ditta di prendere possesso del servizio. Nel frattempo, noi lavoreremo per andare incontro alle famiglie che hanno delle difficoltà, salvaguardando sempre le fasce di reddito più basse. Del resto, io ho sempre detto che questa è una cosa che stiamo cercando di sistemare prima che venga affidato l’incarico alla nuova ditta. Cercheremo di andare incontro alle famiglie, dove c’è la possibilità di farlo, ma dovremo fare dei conteggi. Abbiamo preso un impegno e cercheremo di mantenerlo rimodulando le tariffe. Ricordo, comunque, che noi già garantiamo la mensa gratuita a chi ha redditi molto bassi e a tutti gli insegnanti».
«Inoltre», ha fatto presente il vice sindaco, «alcuni genitori di altri Comuni limitrofi che utilizzano le mense di Pescara, presenti ieri (martedì, ndr) in consiglio comunale, ci hanno chiesto un aiuto perché ora sono costretti a pagare la tariffa intera anche se hanno un reddito Isee basso. Io ho preso l’impegno di contattare questi Comuni per verificare se vogliano contribuire al pagamento dei loro residenti, perché noi non possiamo farlo, visto che il nostro regolamento prevede l’applicazione delle tariffe intere anche a chi abita a 10 metri dal confine del capoluogo adriatico».
LA MOZIONE APPROVATA L’amministrazione comunale, del resto, dovrà attenersi a ciò che prevede la mozione del centrosinistra, in parte modificata prima dell’approvazione per trovare una mediazione tra maggioranza e opposizione. Nel provvedimento, del resto, si legge che sindaco e giunta si devono impegnare a ripristinare un contributo finanziario per calmierare le tariffe; ad introdurre una nuova fascia di reddito Isee alla quale applicare una tariffa ridotta; a valutare l’introduzione di agevolazioni tariffarie per le famiglie con più di un figlio iscritto al servizio di refezione scolastica; ad adottare ogni strumento consentito dalla normativa vigente per evitare ulteriori ricorsi all’istituto straordinaria della proroga della concessione; ad interloquire con i Comuni limitrofi al fine di determinare a carico di questi una contribuzione per i loro residenti.
IL CENTROSINISTRA ESULTA «Ora la giunta Masci eviti altri pasticci», ha commentato ieri il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «corregga la delibera sulle mense seguendo l’indirizzo chiesto dal consiglio comunale grazie alla nostra battaglia. I punti irrinunciabili sono tre: reintroduzione del contributo con il quale il Comune ha sempre garantito il contenimento delle tariffe; ulteriori agevolazioni per chi ha più figli; una nuova fascia di reddito Isee per tutelare anche la cosiddetta fascia media delle famiglie». «Considerare ricca una famiglia monoreddito tanto da chiederle di pagare anche 6 euro a pasto per la mensa della scuola pubblica era davvero fuori dal mondo», ha osservato Giampietro, «ed essere riusciti a correggere questa decisione è una vittoria del centrosinistra e della mobilitazione dei genitori. Il rischio era che la scuola a tempo pieno diventasse una scuola per soli benestanti e che il servizio pubblico di refezione scolastica si riducesse all’osso». «Ora però», ha concluso il capogruppo del Pd, «ci sarà bisogno di atti che mantengano gli impegni assunti e vigileremo ogni giorno perché non ci siano passi indietro da parte della giunta Masci».