Mense, nuove ispezioni nei centri cottura sequestrati

15 Giugno 2018

I carabinieri del Nas e i tecnici di Asl e Zooprofilattico a caccia di nuovi reperti Sindaco e assessore rassicurano i genitori: cambieremo il gestore della refezione

PESCARA. Sono tornati nei centri cottura sotto sequestro, i carabinieri del Nas diretti dal maggiore Domenico Candelli. Nelle strutture di via Lago di Borgiano, di via Milano e di via Fonte Romana gli investigatori che nei giorni scorsi vi hanno lavorato senza sosta a caccia di ogni reperto utile ai fini delle analisi, sono rientrati ieri, insieme con i tecnici della Asl e dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo sulla scorta dei primi risultati delle analisi.
Analisi che sembra abbiano dato esito negativo, motivo per cui si sono resi necessari gli approfondimenti che hanno portato tecnici e investigatori nuovamente nelle strutture sotto sequestro, a caccia del batterio Campylobacter isolato nelle feci dei bambini ricoverati in ospedale nei giorni scorsi per le violente gastroeneteriti ritenute riconducibili a quanto consumato nelle mense scolastiche. E proprio riguardo alle mense e a quello che troveranno i bambini al loro rientro a scuola, ieri mattina una parte dei rappresentanti dei genitori guidati dall’avvocato Paolo Nardella hanno ottenuto un incontro in Comune con il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore all’Istruzione Giacomo Cuzzi e, fra gli altri, il dirigente del settore Mense Fabio Zuccarini. «Con i genitori abbiamo fatto il punto sullo scenario delle attività possibili a tutela dei bambini e dell’ente», spiega il sindaco, «per assicurare qualità e ricostituire fiducia nel servizio. Abbiamo assicurato sinergia piena alle famiglie, perché il Comune è con loro parte lesa. Questo significa immaginare che, alla ripresa dell’anno scolastico, ci sia un nuovo soggetto gestore del servizio. Ma bisognerà arrivarci dialogando con tutte le parti coinvolte. Sarà importante il responso clinico che attendiamo, ma c’è una linea piuttosto chiara sull’obiettivo verso cui vogliamo andare come Comune e insieme alle famiglie». Ancora più chiaro l’assessore Cuzzi: «Ho dato mandato ai dirigenti, e l’ho ribadito ai genitori, di cacciare queste ditte che non dovranno più servire pasti ai nostri bambini». L’ipotesi allo studio dell’ufficio legale del Comune è la rescissione consensuale del contratto con l’associazione temporanea di impresa che conta già quattro indagati per i malori degli oltre 180 bambini e, in attesa della nuova gara d’appalto, una gara ponte capace di traghettare il servizio di refezione fino al tempo necessario per arrivare al nuovo appalto.
«Abbiamo tre obiettivi», commenta l’avvocato Nardella, «non essere più serviti da questa Ati, adire le vie penali e chiedere il risarcimento danni. Ma l’obiettivo principale è la nostra presenza, con più potere, nelle commissioni mensa di vigilanza». Stesso obiettivo, questo, dell’altro gruppo di genitori che fanno perlopiù capo all’istituto comprensivo 5 di Piano T, via Gioberti e via Cavour dove si sono concentrati i malori. Genitori che in questi giorni stanno sentendo i carabinieri forestali per registrare anche i casi dei bimbi che non sono andati in ospedale ma sono stati comunque male. (s.d.l.)