Mense scolastiche, la Cirfood chiede i danni

5 Settembre 2018

La ditta esclusa annuncia ricorso. Dura replica del Comune: «Altro che risarcimento, chieda scusa alle famiglie e alla città»

PESCARA. Cirfood non ci sta e annuncia battaglia legale. È scontro totale tra la società che fino al mese di giugno ha curato il servizio mensa nelle scuole di Pescara e il Comune. Il duro scambio di battute arriva a seguito della decisione del Comune, che nello scorso mese di agosto ha rescisso il contratto con la società di Reggio Emilia. Il provvedimento è arrivato a seguito dello scandalo che ha coinvolto tutta l’area pescarese, tra fine maggio e inizio giugno, quando oltre 200 bambini finirono in ospedale dopo aver mangiato a scuola. Il fatto suscitò la negativa attenzione mediatica locale e nazionale, oltre allo sdegno, comprensibile, delle famiglie. L’inchiesta partì immediatamente: 6 persone vennero indagate e tutti i centri cottura furono sequestrati.
Il 10 agosto scorso, ecco la decisione del Comune di rescindere il contratto con la società di Reggio Emilia, vincitrice del bando nel 2015, quindi il dissequestro delle mense e l’interpello della ditta seconda classificata (Camsat), per capire se la stessa sia disposta a offrire il medesimo servizio a costi analoghi. Questo per evitare l’apertura di una nuova gara d’appalto europea, che comporterebbe la dilatazione dei tempi e il rischio concreto di dover rinviare l’apertura delle mense.
Alla Cirfood, però, la cosa non va giù e con un lungo comunicato spiega di aver proposto impugnazione giudiziale, per dichiarare l’illegittimità della risoluzione del contratto da parte del Comune di Pescara. L’impresa fa notare che sono ancora in corso le indagini per accertare la responsabilità dei fatti, anche se, già a suo tempo, era stata rintracciata in un batterio contenuto nella caciotta la causa del malessere accusato dai bambini.
Non si è fatta attendere la risposta del Comune, da subito schierato in prima linea accanto ai bambini e alle famiglie, per la loro tutela e per assicurare il servizio. Le accuse rivolte alla società di Reggio Emilia sono chiare e precise: «Fino a oggi non abbiamo ancora udito parole di scuse rivolte alle famiglie e alla città, a cui invece la ditta chiede un risarcimento a sei zeri, di cui nella nota diramata alla stampa però non parla. Oltre al danno, la beffa», scrivono in una nota il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore Giacomo Cuzzi. Che poi proseguono: «Più che stare vicino alle famiglie, fin dall’inizio la Cirfood ha cercato di deresponsabilizzarsi, scaricando sull’acqua la colpa delle tossinfezioni registrate in giugno in bambini appartenenti a più scuole cittadine, con accuse senza fondamento, smentite anche dalla comunità medico-scientifica, che hanno solo contribuito a generare ulteriori allarmismi in soggetti già così provati dalle intossicazioni dei propri piccoli».
Il Comune assicura di essere al lavoro per ripristinare nel più breve tempo possibile un servizio di qualità per i bambini e per le loro famiglie. Le procedure sono a buon punto e l’obiettivo è quello di poter ripartire con il servizio mensa nel mese di ottobre. Nelle ultime settimane c’è stato un continuo confronto con dirigenti scolastici e comitati dei genitori, che verrà portato avanti anche nei prossimi giorni, già a partire da venerdì, con l’auspicio di poter serrare i tempi, considerato l’avvio della stagione scolastica alle porte.
Infine, conclude il comunicato «il Comune farà tutto il possibile per tutelare le parti lese da questa triste vicenda».
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