Mense, scontro sul panino da casa
Il presidente del comitato Cretarola: «Pronto il ricorso per far revocare il divieto»
PESCARA. Il ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale sarà formalizzato nei prossimi giorni e sarà curato dall’avvocato Giorgio Vecchione, di Torino, lo stesso che ha già seguito altri esposti presentati dai genitori di diverse parti d’Italia contro il no dei consigli d’istituto al pasto da casa nelle scuole.
Ieri mattina, è arrivata la notizia di un nuovo pronunciamento favorevole al cibo domestico consumato in refettorio, stavolta da parte del Tar del Lazio e relativo alle scuole di Guidonia. «Se i presidi di Pescara non si adegueranno», sottolinea il presidente del comitato Noi a mensa Claudio Cretarola, «procederemo con la notifica del ricorso». Intanto, il braccio di ferro tra i genitori e la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Pescara 5 (Piano T-Zanni), Daniela Massarotto, è andato avanti. Il provvedimento, approvato dal consiglio, che vieta agli alunni di portare a scuola il pasto preparato a casa per poi consumarlo nell’orario della mensa e nei locali adibiti a refettorio, è stato impugnato da Cretarola in ragione di un vizio di forma. «La norma», ha rimarcato il presidente del comitato Noi a mensa che si batte per il diritto dei bambini di mangiare a scuola il cibo portato da casa, «è stata deliberata dal consiglio d’istituto in maniera scorretta e per questo non firmeremo il verbale dell’assemblea. Durante la seduta, infatti, la dirigente ha messo a votazione l’abrogazione del pasto da casa nonostante tra i punti all’ordine del giorno fosse esplicitato chiaramente “mantenimento o modifica del pasto da casa”. E’ stato commesso un errore banale, che si sarebbe potuto evitare. Il 2 ottobre dovremo firmare i verbali dell’ultima assemblea, ma non lo faremo perché ho impugnato il provvedimento nonostante la dirigente non abbia ritenuto importante rispondere né all’impugnazione e né alla richiesta di acceso agli atti».
La tensione fra dirigente scolastica e genitori è esplosa poi ieri mattina. Come racconta Cretarola, Massarotti avrebbe telefonato ai genitori non iscritti alla mensa per chiedere loro di andare a riprendere i figli prima dell’arrivo dei pasti. «Prima ho chiamato il 112», ha rivelato il presidente, «poi i vigili urbani per chiedere un loro intervento. Ma poi ho ricevuto una telefonata di rassicurazioni dal Comune e le mie figlie hanno potuto regolarmente pranzare a scuola».
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