Mercato ittico all’ingrosso tra sporcizia e degrado

17 Agosto 2018

Sopralluogo a sorpresa del consigliere M5S Di Pillo all’interno della struttura Spuntano rifiuti e magazzini abbandonati. «Il Comune deve intervenire»

PESCARA. Pavimenti sporchi, fili scoperti, rifiuti e suppellettili abbandonati. Ecco come si presentava il mercato ittico all’ingrosso pochi giorni prima che scattasse il fermo pesca, durante il supralluogo del consigliere del Movimento 5 Stelle Massimiliano Di Pillo.
«Nell’ormai lontano 2010 durante la consiliatura di centrodestra di Luigi Albore Mascia», dice il consigliere, «l’assessore con delega ai mercati Stefano Cardelli tentò di rimettere ordine al mercato ittico di Pescara, scrivendo un nuovo regolamento e dettando norme che fino a pochi mesi prima erano totalmente inesistenti, almeno all’interno della sala aste pubbliche. Gli articoli 8 e 9 di questo regolamento prevedono tuttora la costituzione di una “commissione consultiva di mercato” che avrebbe dovuto avere molteplici funzioni, tra cui quella di proporre migliorie nelle attrezzature e nei servizi dello stesso mercato, al fine di assicurare la massima produttività e la miglior efficienza funzionale, anche sotto l’aspetto igienico-sanitario, sui canoni di concessione dei magazzini».
Ma la commissione si è riunita appena una volta. «Ed è anche su questo aspetto», afferma, «che ho personalmente puntato l’obiettivo, visto che in sette anni, secondo una risposta ad un accesso agli atti, questa commissione si è riunita una sola volta (13 settembre 2011). Ciò significa che non c’è stato alcun adeguamento relativamente al pagamento del canone degli stessi magazzini. Ho chiesto in questi giorni un successivo accesso agli atti, per identificare a chi sono stati assegnati i magazzini, verificare da quanto tempo sono assegnati, se il pagamento del canone è regolare e se esistono tra gli stessi degli abusivi. Se riscontrerò che ci sono abusivi, chiederò l’immediato sgombero e la successiva immediata riassegnazione a chi ne faccia richiesta».
«Sempre nel regolamento del mercato ittico all’ingrosso», spiega l’esponente dei 5 Stelle, «c’è anche l’articolo 13, inserito dopo alcune indagini, per fare in modo che gli episodi di turbativa d’asta e vari altri reati non venissero mai più commessi all’interno di uno spazio pubblico così importante. Ho posto quesiti ai responsabili del settore commercio e mercati e al comandante della polizia municipale e la risposta è stata come al solito a dir poco sconfortante. Fino alla metà del 2012 il servizio si è svolto regolarmente, successivamente a quella data la presenza è stata “saltuaria”, anche se mi risulta che lo stesso servizio non si è mai svolto come richiesto dal regolamento tuttora vigente».
«Discorso ancor più scandaloso», a detta di Di Pillo che sollecita l’intervento del Comune, «è il servizio pulizie all’interno dei locali dell’asta, che si dovrebbe svolgere 4 giorni a settimana con 12 ore totali e quindi distribuendo 3 ore al giorno con un’unica unità operativa. Come è possibile, con sole 3 ore a disposizione, riuscire a pulire efficacemente uno spazio così ampio e così strutturato? Nel capitolato del servizio pulizie del mercato all’articolo 8 si elencano macchinari che in parte non esistono o sono palesemente obsoleti, e con materiale per le pulizie praticamente inesistente. Il mercato ittico è una struttura che potrebbe essere il fiore all’occhiello del commercio pescarese, e che invece oggi vive nell’anarchia più totale». (a.s.)
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