Merenda vietata all’asilo: protesta tra le mamme

18 Settembre 2021

Città Sant’Angelo. La scuola dell’Infanzia Saline non consente lo spuntino I genitori: «Nessuna norma nazionale lo prevede». La preside: «Rischio contagio»

CITTÀ SANT’ANGELO. Bambini della scuola dell’infanzia da due anni senza merenda in classe, e monta la protesta di un gruppo di mamme. Accade nel plesso “Saline” dell’Istituto comprensivo Città Sant’Angelo dove, su disposizione della dirigente scolastica Simona Marinelli, i piccoli alunni angolani delle tre sezioni dell’infanzia, circa una cinquantina, non possono portare a scuola la merenda.
La decisione è contenuta nel “Prontuario Covid19”, un documento contenente tutte le indicazioni utili a ridurre al minimo i rischi di contagio nelle scuole della città, e in particolare al punto 33 dove si legge: «Alla scuola dell’infanzia resta il divieto di portare la merenda da casa; in caso di necessità e per rispondere a eventuali esigenze di alcuni bambini, i docenti potranno distribuire dei biscotti o crackers confezionati singolarmente».
Ma il provvedimento non è piaciuto ad alcuni genitori che vorrebbero essere liberi di decidere quando e cosa far mangiare ai propri figli durante le ore scolastiche. «Se il divieto fosse stato stabilito dalle normative nazionali, lo avremmo anche capito», evidenzia E.T., mamma di una bambina che frequenta la scuola dell’infanzia angolana e che si è fatta portavoce di un gruppo di genitori. «Ma il ministero e l’Oms non vietano tale possibilità, al contrario lo ritengono consentito. Tanto è vero che ci sono diverse scuole dell’infanzia dell’area metropolitana, ad esempio a Montesilvano e a Pescara, dove i bambini possono fare merenda senza problemi».
Per questa ragione, la mamma ieri mattina ha incontrato la dirigente scolastica per provare a risolvere il problema, o quanto meno a comprenderne appieno le ragioni. «Mi aspettavo motivi organizzativi o logistici, invece mi è stato risposto che pur essendo consentita tale possibilità, non è obbligatoria. Eppure, parliamo di bambini molto piccoli che spesso escono di casa senza fare colazione e poi hanno fame nel corso della mattinata». L’appello dei genitori, tuttavia, non porterà alcun cambiamento nella scuola, almeno stando alle parole della dirigente. «Non c’è nessuna novità, dal momento che già dallo scorso anno era vietato portare la merenda nella scuola dell’infanzia, tranne per specifici e documentati motivi di salute», ricorda la preside Marinelli. «Questo perché c’è il rischio che, trattandosi di bambini molto piccoli, in cui c’è grande promiscuità, avvenga lo scambio di merende con la crescita esponenziale del rischio di contagio. Da quest’anno, inoltre, abbiamo previsto delle deroghe. Nel caso in cui le maestre dovessero rendersi conto che il bambino ha fame, magari perché a casa non ha mangiato nulla, possono somministrare singolarmente una merenda monoporzione».