«Merker, così venivano ingannate le banche»

La sentenza: ecco perché sono stati condannati il commercialista pescarese Alessandrini e altri 2 imputati
PESCARA. «La società Merker nasce da un disegno ambizioso privo di realismo nelle previsioni del progetto da realizzare e nel contempo fondato su una prospettazione ingannatoria offerta alle banche finanziatrici, di cui capofila era la Carichieti».
E' la sintesi che guida le motivazioni della sentenza di uno dei processi più lunghi e articolati: una vicenda vecchia di quindici anni (che originariamente contava oltre 30 imputati, usciti di scena tra riti alternativi e prescrizioni), che si è chiusa nel marzo scorso con tre condanne per bancarotta fraudolenta: quelle del commercialista pescarese Marino Alessandrini (4 anni e mezzo), Marcello De Niederhauser (3 anni e mezzo) e Alfred Zahlaus (3 anni e 3 mesi).
«La società», scrivono i giudici, «che aveva avuto dei finanziamenti giganteschi, presentava nel suo assetto delle anomalie significative proprio della incoerenza di tutto il progetto. Sintomatico l'incongruo rapporto numerico tra personale operaio e amministrativo; la previsione di produrre un numero impensabile di rimorchi, addirittura 45.000 all'anno... insomma, era stata creata una struttura completa e sovradimensionata con una tecnologia all'avanguardia che non ha mai funzionato e che non è mai stata in grado di funzionare».
I giudici, nello stilare la sentenza, hanno tenuto in considerazione soprattutto le indicazioni del commissario straordinario, Guglielmo Lancasteri. Al massimo, da quell'opificio di Tocco da Casauria, prima dell'arrivo del commissario, uscivano 1 o 2 rimorchi al giorno. Il punto centrale della sentenza riguarda i finanziamenti delle banche: soldi che, stando alla Guardia di finanza, avrebbero fatto dei giri strani. «I soldi provenienti dall'approvvigionamento delle banche, attraverso complicate operazioni», recita la sentenza, «non avrebbero fatto altro che tornare alle casse dei soci tramite riversamento operato dalle società aventi partecipazioni in Merkerishima, in particolare Tectagon e la Ishima, società tutte costituite dopo la Merker, che provvedevano a riversare il capitale sociale all'interno della Merker come aumento di capitale sociale o come finanziamento essendo socie di Merker. Questo riversamento di denaro era peraltro funzionale a rappresentare agli istituti bancari una idonea patrimonializzazione della Merker sì da indurre a erogare ulteriori tranche di denaro. Dunque, strettamente correlato alla sovrastima del valore dell'opificio (289 miliardi delle vecchie lire) è il fatto che il capitale sociale che doveva essere approvvigionato dai soci era lo stesso capitale delle banche». Questo era il fulcro del meccanismo alla base delle bancarotte fraudolente contestate. Secondo i giudici, ci sarebbe stata una irrogazione di denaro in termini di credito bancario estremamente rilevante, senza però l'indispensabile attenzione alle garanzie. E l'unico reato rimasto in vita, dopo la mannaia delle prescrizioni, era quello della bancarotta fraudolenta. E i tre condannati erano quelli che avevano ricoperto una serie di cariche importanti nelle società coinvolte. In particolare Alessandrini era quello che aveva maggiormente monopolizzato ben sette incarichi di primo piano in varie società collegate alla Merker, oltre che di presidente e amministratore delegato della stessa Merker.
Anche secondo il progettista svizzero Gianfranco Ramoser, ritenuto il deus ex machina del progetto (che patteggiò la pena alcuni anni fa), l'imputato sarebbe stato «uno dei componenti del gruppo finanziario cui faceva capo il progetto».
«Dalle testimonianze è emerso», aggiungono i giudici, «che Alessandrini abbia direttamente curato le pratiche di finanziamento, interloquendo direttamente con le banche». E sulla quantificazione della pena: «Sono senza dubbio sussistenti le aggravanti contestate, ricorrendo più ipotesi di bancarotta, nonché l'evidenza di un danno patrimoniale che si può ritenere enorme e che comporta l'aumento della pena base fino alla metà». (m.cir.)

