Mille euro: ecco chi può averli

18 Aprile 2020

La guida per le famiglie, bonus cumulabile con quello dei Comuni. Scadenza giovedì

PESCARA. La priorità per avere il bonus spetta alle famiglie dov’è presente un disabile grave o una persona non autosufficiente e, a seguire, in base al numero dei figli o di altre persone a carico. Fino a un importo massimo di 1.000 euro. L’erogazione non tiene conto dell’ordine cronologico di arrivo delle domande ma solo delle priorità. Sul piatto la Regione Abruzzo ha messo 5 milioni di euro e conta di aiutare tra le 5 e le 7mila famiglie. Il bando scadrà giovedì prossimo. Ecco che cosa fare e quali sono i criteri.
TUTTI I REQUISITI. I componenti del nucleo familiare devono avere la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea. Possono essere anche stranieri in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale e che esercitano una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo. È obbligatoria la residenza in Abruzzo al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo.
I CONTI CORRENTI. Un altro paletto è dato dal valore complessivo, alla data di pubblicazione delle legge regionale (7 aprile 2020), dei depositi presenti sulla totalità dei conti bancari o postali intestati ai componenti del nucleo familiare (per la quota parte nel caso di conti cointestati con soggetti non appartenenti al nucleo familiare) e degli strumenti finanziari dagli stessi posseduti/sottoscritti (salvo buoni titoli vincolati intestati ai minori), non superiore a 2.000 euro, incrementato di 1.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al secondo, fino a un massimo di 5mila.
GLI ALTRI AIUTI VIETATI. Chi richiede il bonus non deve essere titolare, pena l’esclusione, della nuova prestazione di Assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) e del reddito di cittadinanza. Non deve essere titolare, inoltre, di reddito da lavoro subordinato pubblico o privato (ad esclusione di pensione), ovvero di altre forme di sostegno economico o al reddito erogate da Enti pubblici (ad eccezione del contributo di solidarietà alimentare erogato dal Comune).
CONIUGI O CONVIVENTI. La domanda può essere presentata da coniugi non legalmente separati; conviventi di fatto (regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze), anagraficamente conviventi da almeno due anni alla data di presentazione della domanda; figli anagraficamente conviventi con il nucleo richiedente, o figli non anagraficamente conviventi di genitori separati o divorziati destinatari di provvedimenti dell’autorità giudiziaria che prevedono tempi paritetici di cura e frequentazione degli stessi e il rilascio della casa familiare; persone legate da vincoli di parentela fino al 3° grado o di affinità fino al 2° grado, anagraficamente conviventi da almeno un anno alla data di presentazione della domanda. Per il cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero di Paese non appartenente alla Ue, sono considerati componenti del nucleo i familiari regolarmente soggiornanti in Italia alla data di presentazione della domanda.
CRITERI DI PRIORITÀ. Il contributo è erogato seguendo quest’ordine di priorità: 1°) famiglie in cui siano presenti persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza; 2°) nuclei familiari con almeno tre figli o altre persone a carico; 3°) famiglie con due figli o altre persone a carico; 4°) nuclei familiari con un figlio o altre persone a carico; 5°) nuclei familiari composti da due persone senza figli o altre persone a carico; 6°) una sola persona. Si considerano persone a carico genitori – compresi quelli naturali e adottivi – nonni, adottandi, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle, purché privi di reddito e conviventi con il richiedente.
A COSA DEVE SERVIRE. Il contributo è finalizzato alla copertura delle spese per l’acquisto di beni di prima necessità (alimentazione, igiene, materiali sanitari di sopravvivenza, compresi prodotti igienico-sanitari, farmaci) o per esigenze di emergenza abitativa (canone locazione, canoni acqua, luce e gas).
DOVE FARE LA DOMANDA. Va utilizzata esclusivamente la piattaforma telematica della Regione Abruzzo all’indirizzo https://app.regione.abruzzo.it/avvisipubblici/. L’istruttoria delle domande e la relativa erogazione del contributo avviene solo con un’autocertificazione. Per scaricare la modulistica è possibile collegarsi al sito istituzionale www.regione.abruzzo.it.
LA SCADENZA. Restano sei giorni per fare la domanda. La scadenza della presentazione avverrà inderogabilmente alle 23.59 di giovedì 23 aprile.
CHE COSA SERVE. Oltre all’autocertificazione, servono: fotocopia dei documenti d’identità in corso di validità del richiedente e dei componenti il nucleo familiare (esclusi i minori); fotocopia del codice fiscale; fotocopia del permesso di soggiorno (per i soggetti stranieri). Il contributo può essere cumulato con quello dato dal Comune. A tal fine, il richiedente deve dichiarare nella domanda l’importo percepito a questo titolo. Tale importo non sarà computato nel totale del contributo regionale.
QUANDO L’ACCREDITO? Nella domanda il richiedente deve indicare, pena l’esclusione, il conto corrente bancario o postale di uno dei componenti il nucleo familiare e una sola categoria di appartenenza del medesimo nucleo. L’accredito avverrà direttamente sul conto. Sulla base del numero delle domande, la Regione si riserva di determinare, con successiva deliberazione, l’entità del contributo da erogare a favore dei nuclei familiari appartenenti a una o più categorie. Al termine dell’istruttoria, la Regione provvede ad accreditare il contributo direttamente sul conto bancario o postale indicato nella domanda. I primi accrediti entro una decina di giorni.
CONTROLLI E SANZIONI. Ci saranno controlli, anche a campione, diretti ad accertare la veridicità dei documenti, anche avvalendosi del supporto di Finanza e Agenzia delle entrate. In caso di false attestazioni, i dichiaranti decadranno immediatamente dagli eventuali benefici ottenuti e la Regione, oltre a presentare una denuncia, procederà al recupero delle somme.
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