Minacce e offese ai vicini, arrestato 43enne

22 Settembre 2021

Dopo madre e sorella ha preso di mira i condòmini. Le accuse: maltrattamenti, atti persecutori, lesioni

PESCARA. Per mesi ha reso un incubo la vita non solo dei familiari, la madre e la sorella in particolare, ma addirittura degli inquilini del palazzo in cui viveva, a Porta Nuova. Ogni motivo era buono per minacciarli, offenderli e aggredirli. L'uomo, un 43enne di Pescara, era arrivato ad alzare anche le mani contro alcuni dei vicini che ormai vivevano nel terrore. Un inferno che si è concluso ieri.
A seguito di indagini condotte dai poliziotti della squadra Mobile diretti da Gianluca Di Frischia, avviate dopo la denuncia della madre sempre più esasperata, per il 43enne è scattato l’arresto. Su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Pescara, è stato rinchiuso in carcere. Ora si trova nella casa circondariale di Vasto a disposizione dell'autorità giudiziaria. Deve rispondere di maltrattamenti contro familiari o conviventi, atti persecutori, lesioni personali aggravate.
Proprio perché dietro i suoi scatti d’ira e i suoi atteggiamenti minacciosi e fastidiosi non vi erano reali motivi, era stato sottoposto tempo fa anche a una perizia psichiatrica da cui però è risultato capace di intendere e volere. Era stata la stessa madre, distrutta sia dalle vessazioni, sia dal dispiacere per la situazione, a spiegare nella denuncia che, secondo lei, il figlio non stava bene. Violenze continue dentro e fuori casa. La situazione è precipitata quando, oltre a prendersela con lei e l’altra figlia per qualsiasi motivo, il 43enne ha iniziato a mostrare insofferenza anche verso i condomini dello stabile in cui abitano, a infastidirli e a molestarli in maniera pesante. Qualcuno è stato vittima di vere e proprie persecuzioni, probabilmente nel tentativo di prendere le difese della madre che alla fine è stata costretta a chiedere aiuto alla polizia, non riuscendo più da sola ad affrontare la situazione e, soprattutto, avendo capito che il figlio non sarebbe cambiato. Una situazione definita dalla stessa polizia, di «eccezionale gravità». Di qui la decisione del giudice di disporre la misura cautelare in carcere.
Purtroppo non è il primo episodio del genere che si verifica. Un fatto analogo si era verificato un annetto fa. Un 42enne, in questo caso tossicodipendente, era diventato il terrore dei vicini. Li minacciava, li offendeva, chiedeva loro con insistenza soldi, metteva fuoco qua e là all’interno del palazzo e ogni tanto iniziava a suonare all’impazzata i campanelli delle porte e dei citofoni. Ma il clou, che aveva portato poi a prendere provvedimenti e quindi a far scattare l'arresto, l’ha raggiunto quando gli è saltato in mente di incendiare il materasso di casa, provocando un rogo nello stabile, in via Savonarola.
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