Minaccia di morte l’ex compagno: arrestata

3 Marzo 2023

La 35enne pescarese aveva il divieto di avvicinarsi, ma lo controllava anche con il Gps: due sere fa l’aggressione in auto

PESCARA. Per monitorare gli spostamenti dell'ex era arrivata a installare di nascosto nella sua macchina dei sistemi di localizzazione. E poi decine di telefonate e messaggi, offese, minacce di morte, appostamenti sotto casa e sotto l’ufficio.
Protagonista di questa storia di stalking è una pescarese di 35 anni che, già ammonita dal questore, ieri è stata arrestata. La vittima, l’ex fidanzato, è anche lui di Pescara.
Nonostante il divieto di avvicinarsi all’uomo, mercoledì sera la giovane l’ha seguito e poi si è intrufolata nella sua auto e, a quel punto ha cominciato ad aggredirlo verbalmente, a urlare e, soprattutto, a minacciarlo di morte. Lui, scosso, dopo aver provato a calmarla, ha chiamato un amico, chiedendogli di raggiungerlo e sperando così che, di fronte ad altre persone, avrebbe desistito e sarebbe andata via. E invece nulla, anche in presenza dell’amico ha continuato imperterrita con offese e aggressioni, sino all'intervento dei poliziotti della squadra volante, coordinati dal vice questore aggiunto Pierpaolo Varrasso.
Essendo già ammonita dal questore per condotte moleste, nei suoi confronti è scattato l’arresto, così come previsto dalla normativa. Come in tantissime altre storie di stalking, la donna non accettava di essere stata lasciata dal fidanzato.
Un rapporto cominciato due anni e mezzo fa e finito la scorsa estate perché, stando alla vittima, non andavano più d’accordo, i litigi erano continui e, quindi, non c’era più alcuna ragione per stare insieme. Da quel momento, però, per lui è iniziato l’inferno.
La 35enne, che non voleva rassegnarsi e probabilmente presa anche dalla gelosia, ha iniziato a perseguitarlo, a minacciarlo e a seguirlo negli spostamenti, sino a installargli in macchina dei sistemi di localizzazione, per sapere in ogni momento dove fosse. Quando l'ex, l’ha scoperto, esasperato si è rivolto alla polizia chiedendo che si ponesse fine a quella persecuzione. E accertata la gravità dei fatti, a fine novembre, nei confronti della 35enne è stato emesso il provvedimento dell’ammonimento. Prima di arrivare a presentare denuncia, l’uomo ha comunque tentato più volte, anche tramite amici e familiari, di farla ragionare, senza però ottenere risultati. Ma la situazione neppure con l’ammonimento è cambiata. La 35enne ha proseguito a perseguitarlo, raggiungendo il clou, due sere fa, quando si è infilata nella sua auto, minacciandolo di morte.
Come più volte sottolineato dal questore Liguori, l’ammonimento è una misura «con una funzione preventiva e una grande rilevanza» per ciò che riguarda «la repressione degli atti persecutori».
Nel 2022, 12 sono state le istanze di ammonimento accolte rispetto al totale delle 22 presentate, mentre l’anno precedente ne erano state presentate 23 e accolte 17.
A rivolgersi alla polizia, sono sì tante donne, ma, come si è visto anche da quest’ultimo episodio, anche uomini.
Per le richieste di revoca, l'invito della Questura è «a seguire prima il percorso» finalizzato alla comprensione del disvalore delle azioni commesse, per desistere dalla reiterazione di certi comportamenti. L’ammonimento, introdotto per gli stalker, è stato esteso sia ai casi di violenza domestica, sia fisica, psicologica ed economica.
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