Minorenni indebitati per pagarsi la droga

16 Aprile 2016

Minacciati dagli spacciatori, rubavano in casa: 21 nei guai

PESCARA. Ragazzini minorenni che spacciavano droga ai coetanei spostandosi dall’area vestina fino alla costa alla guida delle microcar. Giovani che si indebitavano per acquistare stupefacenti e, in alcuni casi, hanno perfino rubato dell’oro in casa, per pagare spacciatori senza scrupoli che minacciavano chi non saldava il dovuto. È uno spaccato allarmante quello emerso dalle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Pescara e della compagnia di Penne che ieri mattina, nell’ambito di due operazioni congiunte, hanno smantellato un vasto giro di spaccio eseguendo 17 misure cautelari (un’altra persona è irrintracciabile) ed effettuato tre arresti in flagranza.

Indagando sull’esplosione che alle 4 del 9 gennaio 2015 ha danneggiato gravemente il circolo El Hueco di Città Sant’Angelo i carabinieri del Nucleo investigativo hanno appurato che dentro e fuori il locale circolava un bel po’ di droga e sono arrivati a una coppia definita «prolifica» sul fronte dello spaccio, composta da Roberta Mazzocchetti, 28 anni, di San Giovanni Teatino, e dal suo compagno dominicano Uragano Berto Spada, 20 anni. Erano loro, per gli investigatori, a far circolare quotidianamente gli stupefacenti, servendosi di minorenni per effettuare le consegne. E, per evitare guai, usavano un linguaggio cifrato per cui la droga veniva chiamata “bicchiere di vino” o “medicine”. Era sempre la donna a rifornire l’ex gestore di El Hueco e lui, a sua volta, la passava ai clienti, con i quali parlava in codice di “cocktail”. Mazzocchetti avrebbe contato anche sulla collaborazione di Vinicio Petrucci, 61 anni, di Montesilvano, per le cessioni da realizzare nella città adriatica. Il livello superiore, per gli investigatori, era rappresentanto da Fausto Manente, 46 anni, di Montesilvano, che ieri ha subito una perquisizione ed è stato arrestato in flagranza con la convivente, Mariana Petre, 40 anni, e un’altra donna, Marilena Daniela Ceronica, 26 anni. Il blitz, effettuato con il cane antidroga Nox, ha consentito di trovare nel garage dell’uomo 80 grammi di cocaina e 15.330 euro in contanti mentre nel negozio di articoli per la casa c’erano un panetto di hascisc e altri 16 grammi di cocaina, con il materiale per il confezionamento delle dosi e un apparecchio per realizzare il sottovuoto. I tre sono finiti in carcere, così come Mazzocchetti e Spada, mentre Petrucci è ai domiciliari.

Parallela a questa indagine correva, l’anno scorso, quella dei carabinieri di Penne, con il capitano Alessandro Albano e il luogotenente Mario Notaro, concentrata sulla droga, con alcuni indagati in comune rispetto all’altra inchiesta. Partendo da un sequestro di stupefacente nella zona vestina e dalle segnalazioni arrivate in caserma dai genitori di alcuni giovani tossicodipendenti che hanno accumulato debiti per la droga, gli uomini dell’Arma hanno ricostruito lo spaccio gestito da minorenni e maggiorenni. Per i carabinieri smerciavano hascisc, marijuana e cocaina «in maniera quasi professionale» nell’area vestina e in altri comuni della provincia, tentando di estorcere denaro a chi non pagava. I capi erano tre , di Pescara, Penne e Montesilvano, all’epoca minorenni, che avevano creato una «centrale dello spaccio» estesa anche nelle province di Chieti e Teramo e sostitutiva dell’attività di spaccio dei rom. Gli acquirenti erano minorenni, potevano beneficiare di prezzi competitivi e venivano raggiunti dagli spacciatori negli ambienti scolastici, nei luoghi di ritrovo e vicino a discoteche e locali notturni, tra Pescara, Montesilvano e Città Sant’Angelo. Per 13 indagati, tutti diventati maggiorenni tranne uno, sono scattate ieri le misure cautelari: i tre capi sono finiti in comunità, quattro sono sottoposti all’obbligo di dimora e di firma e sei dovranno restare nella casa familiare.

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