Misticoni, corsi di legalità per gli studenti sospesi

Al liceo artistico lezioni speciali, come sanzione, per spiegare diritti e doveri La dirigente: «Nessuna repressione, il nostro compito è quello di educare»
PESCARA. Chi sgarra corre il rischio di essere sospeso. Ma la scuola può decidere di commutare la sanzione e organizzare per gli studenti indisciplinati un corso di educazione alla legalità, necessario a capire dove si è sbagliato e a correggere il tiro. Accade al liceo artistico musicale coreutico Misticoni-Bellisario, dove nove studenti sono stati sospesi ma non sono stati allontanati e hanno dovuto assistere a lezioni speciali, finalizzate a far capire quali sono i loro diritti e doveri.
«Nessuna repressione da parte nostra», dice la dirigente scolastica del Mibe, Gabriella Consolazio, «perché siamo una agenzia educativa e, dunque, il nostro compito è educare. Anche le sanzioni hanno una finalità educativa e, con il corso, abbiamo voluto far capire quali erano i comportamenti sbagliati di cui si sono resi responsabili». Il pensiero va a quei giovani che uscivano dall’istituto per fumare correndo il rischio di essere investiti, ai ragazzi che hanno spinto una collaboratrice scolastica mandandola al pronto soccorso e, infine, a un’assemblea non autorizzata. «Sono arrivate le sospensioni», dice sempre Consolazio, «ma a nessuno è stato impedito di frequentare le lezioni e, in alcuni casi, i genitori hanno ringraziato la scuola e chiesto di commutare le sanzioni con delle attività educative», come poi è stato fatto. «Ora i ragazzi studiano e sembrano proiettati solo all’arte, hanno cambiato comportamento e sembrano cresciuti. Nessuno pensa più a quella storia. Per noi è risolta, sepolta».
Non accetta la sospensione, invece, Federico Stigliano, studente del Mibe e componente del Collettivo studentesco di Pescara. Parla, in particolare, dell’assemblea non autorizzata che si è svolta il 25 novembre, e spiega che in quella occasione i ragazzi hanno provato ad esprimere il loro disagio per «i problemi della scuola, che sono legati al sovraffollamento e alla carenza di spazi. E la risposta», aggiunge, «sono state le sanzioni, con note e sospensioni». Gli studenti, prosegue, si sono sentiti «in diritto di riunirsi per avere chiarimenti» su un provvedimento che era stato appena firmato dalla dirigente per limitare gli spostamenti a scuola, specie per andare in bagno, per cui hanno raccolto delle firme e chiesto di vedersi in assemblea ma il consenso è stato negato. Sono andati avanti lo stesso, si sono incontrati in palestra, pur in assenza di autorizzazione, e alcuni hanno pagato le conseguenze, con le sospensioni.
Stigliano capisce di aver sbagliato perché formalmente non è arrivato il via libera della preside ma vorrebbe «un maggior utilizzo degli strumenti di democrazia presenti nelle scuole».
«Sono pochissimi», conclude Consolazio, «a non aver accettato la nostra linea. Anzi, forse è uno solo».
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