Misure per la prevenzione del contagio

3 Febbraio 2020

La Regione ha recepito la circolare del ministero. Confermata la semplice influenza per il bambino cinese ricoverato all’Aquila

PESCARA . Lavarsi le mani, coprire le vie aeree quando si tossisce e starnutisce, gettare via i fazzolettini di carta usati, fare particolare attenzione all’igiene delle superfici, evitare contatti stretti con persone con sintomi simil influenzali. Sono le raccomandazioni generali che il Ministero della Salute rivolge agli studenti italiani, che l’assessorato alla sanità della Regione Abruzzo, guidato da Nicoletta Verì, ha recepito e condiviso con tutte le scuole abruzzesi. Si tratta di una decisione presa in via precauzionale allo scopo di prevenire eventuali casi di contagio da Coronavirus, che in Europa «è stimata da molto bassa a bassa, se i casi vengono identificati tempestivamente e gestiti in maniera appropriata».
LA CIRCOLARE. A firmare la circolare è il direttore generale del ministero, Claudio D’Amario, oggi direttore del Dipartimento Sanità. Le raccomandazioni sono diverse, in base all’età degli studenti alle quali sono rivolte, e tengono anche conto dell’eventualità di aver compiuto viaggi nella provincia cinese di di Hubei (dove si trova la città di Wuhan). Stesso discorso se si è entrati in contatto con persone di ritorno dalla Cina.
UNIVERSITÀ. Agli studenti universitari, o che frequentano corsi analoghi, che sono rientrati da meno di due settimane dalla Cina, si chiede di «monitorare la eventuale insorgenza di sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie». In caso di insorgenza di sintomi bisogna chiamare subito il numero 1500 o i centri regionali di riferimento. Inoltre, occorre «proteggere le vie aeree con mascherina; evitare contatti stretti fino alla definizione della situazione sanitaria da parte del personale sanitario. Studenti ai quali è stato comunicato dall’autorità sanitaria, o che sono venuti in altro modo a conoscenza di aver effettuato un viaggio insieme ad un paziente nCoV - con qualsiasi tipo di trasporto, o di aver coabitato con un paziente nCoV, entro un periodo di 14 giorni» devono «telefonare tempestivamente al 1500 o ai centri di riferimento delle regioni, per le misure di sorveglianza, ove non siano state già adottate dall’autorità sanitaria».
TUTTE LE ALTRE SCUOLE. Sono gli adulti «facenti parte del personale scolastico (docente e non)», a essere chiamati in causa perché prestino «particolare attenzione a favorire l’adozione di comportamenti atti a ridurre la possibilità di contaminazione con secrezioni delle vie aeree, anche attraverso oggetti», come giocattoli, penne e matite.
STUDENTI IN VIAGGIO. Sono, naturalmente, sconsigliati i viaggi verso le aree colpite. Nel caso ci si trovi già in zona “rossa”, il ministero scrive che è quantomai opportuno «evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi; evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori; lavare frequentemente le mani; per qualsiasi necessità contattare l’Ambasciata o il Consolato». Nell’ipotesi si fossero già manifestati sintomi (tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie), rivolgersi subito al medico.
SCENARIO IN EVOLUZIONE. Tutte queste raccomandazioni, si legge nella circolare a firma di D’Amario, «potranno essere modificate al variare della situazione epidemiologica».
IL BIMBO CINESE STA BENE. Intanto, dopo alcune di ore di apprensione per il caso del bambino cinese con febbre alta e positivo al test influenzale, per il quale gli esami allo Spallanzani hanno escluso il contagio, il primario di malattie infettive dell'ospedale san Salvatore dell'Aquila, Alessandro Grimadi spiega che «appena la febbre andrà via il bimbo sarà dimesso nel giro di qualche giorno. Il bambino aveva i segni caratteristici di una malattia simil influenzale» continua il primario aquilano. «L'allarme è scattato perché ricorrevano i criteri epidemiologici e clinici dell'isolamento cautelativo del piccolo paziente».
IL PROTOCOLLO. Anche ieri si è riunita la task force del Ministero della salute alla presenza del ministro Roberto Speranza, e del commissario straordinario, il capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, per fare il punto della situazione sui controlli e sulle misure di sicurezza. Nel caso di ricovero di un paziente con sintomi sospetti, gli ospedali hanno dei protocolli ben precisi per la gestione del caso. Qualora invece il paziente venga posto in isolamento domiciliare, sia il diretto interessato (come informa un’altra circolare ministeriale), sia i familiari devono essere istruiti per applicare le precauzioni di biosicurezza per prevenire la trasmissione per aerosol e per contatto.
LA RACCOMANDAZIONE. L’Oms in questo caso «raccomanda di utilizzare i seguenti disinfettanti: alcol etilico 70% per gli strumenti», oppure una miscela di «acqua, detergente comune e sodio ipoclorito (la classica candeggina, ndr) o altro disinfettante, per la pulizia degli ambienti e delle superfici». Raccomandazioni che possono essere recepite da chiunque per la pulizia quotidiana.
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