«Mo ti macino... tu devi morire»
Le intercettazioni ambientali, finite nel fascicolo processuale, hanno permesso di definire il raccapricciante quadro familiare che ieri pomeriggio ha portato alla maxi condanna del 45enne pescarese,...
Le intercettazioni ambientali, finite nel fascicolo processuale, hanno permesso di definire il raccapricciante quadro familiare che ieri pomeriggio ha portato alla maxi condanna del 45enne pescarese, inflitta dal gup con il rito abbreviato.
L'imputato parla con il suo compagno delle indagini in corso, sottolineando che gli inquirenti non hanno le prove e che quello che hanno trovato non dimostra nulla. Poi, l’uomo aggiunge che non devono poter dire che lui è gay, altrimenti avranno un'arma in più contro di lui.
Dalle telefonate registrate, saltano fuori anche i maltrattamenti rivolti alla moglie: "Mo ti macino, lo sai che ti meno...devi morire; ma che pensi che io non mi rompo i c...e ti porto da qualche parte e ti uccido?". E ancora, parlando con il compagno, dice della moglie: «Se posso arrivare a prendere mille e sette, otto al mese, questa la devo rinchiudere, via». (m.cir.)
L'imputato parla con il suo compagno delle indagini in corso, sottolineando che gli inquirenti non hanno le prove e che quello che hanno trovato non dimostra nulla. Poi, l’uomo aggiunge che non devono poter dire che lui è gay, altrimenti avranno un'arma in più contro di lui.
Dalle telefonate registrate, saltano fuori anche i maltrattamenti rivolti alla moglie: "Mo ti macino, lo sai che ti meno...devi morire; ma che pensi che io non mi rompo i c...e ti porto da qualche parte e ti uccido?". E ancora, parlando con il compagno, dice della moglie: «Se posso arrivare a prendere mille e sette, otto al mese, questa la devo rinchiudere, via». (m.cir.)

