Molestie dal bidello, ascoltati 5 studenti
Istituto Cuppari di Alanno. Udienza a porte chiuse per il processo a carico di un addetto al convitto
PESCARA. Udienza a porte chiuse, ieri pomeriggio in tribunale a Pescara per il processo a carico del bidello dell’Istituto Cuppari di Alanno che nell’aprile dello scorso anno venne arrestato per le molestie rivolte a cinque ragazzi del convitto: l’accusa è di violenza sessuale su minori.
Il collegio presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine, ieri ha sentito le cinque parti offese, due delle quali, con dovizia di particolari, hanno confermato tutte le accuse che vennero rivolte nei confronti del bidello che, approfittando del suo turno di lavoro notturno, avvicinava i giovani che dormivano nel convitto, li toccava nelle parti intime e chiedeva di essere toccato. Questa la pesante accusa dalla quale deve difendersi l’imputato che ancora oggi si trova agli arresti domiciliari.
Il più preciso di tutti i ragazzi è stato quello che per primo ebbe il coraggio di sollevare il velo su ciò che accadeva nel convitto e di uscire così da quell’incubo che era diventato per lui insopportabile.
Alla presenza dell’avvocato Carlo Corradi, che assiste la famiglia del ragazzo costituitasi parte civile nel processo, il teste ha ricostruito nei dettagli i due episodi di cui fu vittima, fornendo all’accusa una valida testimonianza. Fu lui che riuscì a trovare la forza di parlare con uno dei suoi professori il quale, a sua volta, riferì l’accaduto alla dirigente scolastica che fece partire l’esposto, dando il via all’inchiesta.
Il pm Rosangela Di Stefano fece installare delle telecamere nascoste nel convitto e dispose anche delle intercettazioni ambientali, delle quali ieri ha riferito il consulente della procura chiamato come teste.
Bastarono pochi giorni ai carabinieri di Penne per avere le conferme su quello che accadeva la notte nel convitto e per consentire al magistrato di chiedere la misura cautelare per l’operatore scolastico che ancora oggi si trova, come detto, ai domiciliari, e che venne immediatamente sospeso dal lavoro. Anche la seconda vittima ieri ha fornito al collegio la sua versione dei fatti, nella sostanza confermando le accuse contro il bidello.
Gli altri tre ragazzi, invece, sembra piuttosto imbarazzati, avrebbero invece minimizzato il ruolo dell’operatore scolastico, tratteggiandolo come un tipo scherzoso, parlando di qualche bacio e qualche attenzione particolare, senza però calcare troppo la mano, ma comunque confermando le iniziative del bidello. Ieri in udienza c’è stato anche il deposito delle trascrizioni delle intercettazioni ambientali. L’udienza è stata poi aggiornata al 22 marzo prossimo durante la quale verranno sentiti i testi della difesa: si tratta anche di alcuni professori dell’istituto Cuppari.

