«Molte famiglie faticano con il mutuo»

29 Giugno 2023

D’Andrea (Codici Abruzzo): da noi le ferie sono un lusso anche a causa del caro-bollette

L'AQUILA. La crisi, anche in Abruzzo, morde e si fa sentire. Lo conferma Giovanni D'Andrea, segretario regionale Associazione consumatori Codici Abruzzo, Centro per i diritti del cittadino. Molti abruzzesi rinunceranno alle vacanze o taglieranno di netto i giorni dedicati alle ferie. Gli aumenti dei costi di alberghi, ristorazione, voli e treni incidono pesantemente sui bilanci familiari.
Quest'anno chi potrà permettersi di andare in vacanza?
«Sono sempre di meno le famiglie abruzzesi che possono concedersi qualche giorno di riposo. Chi ha un'entrata complessiva, mensile, in famiglia inferiore a 3mila euro e un mutuo sulle spalle, di questi tempi è costretto a molte rinunce. All'aumento dei prezzi al consumo si aggiungono tutte le tasse comunali e bollette salatissime, che vanno a pesare sui bilanci delle famiglie: la coperta è corta, da qualche bisogna tagliare. Va considerato che gli stipendi medi, in Italia, sono di 1.300- 1.500 euro al mese, tra i salari più bassi d'Europa. Siamo ancora rimasti agli anni Settanta».
Come cambia, alla luce di questo, la scelta delle vacanze?
«Innanzitutto, si va in vacanza di meno e si prediligono località interne, vicine, con un turismo che diventa sempre di più di provincia e mordi e fuggi. Pochi possono permettersi il lusso di andare fuori regione o all'estero. Il turismo è più localizzato, a chilometro zero. Si scelgono strutture a basso costo, l'affitto di stanze o B&b al posto degli alberghi con prezzi più elevati. Si tende a risparmiare su tutto, a partire dalla riduzione dei giorni di vacanza».
Il caro-estate ha una causa precisa?
«Risente moltissimo dell'aumento dei tassi degli interessi delle banche e della lievitazione dei prezzi dei beni di consumo. Famiglie che per un mutuo per la casa finora pagavamo 300-400 euro al mese hanno sulle spalle, adesso, rate di 500-600 euro e questo comporta una difficoltà oggettiva nel gestire le entrate e le uscite. Lo slogan da paradiso terrestre che qualcuno illustra tutti i giorni è ben lontano dalla realtà: la maggior parte delle famiglie abruzzesi, come del resto d'Italia, fa fatica ad arrivare a fine mese».
Anche in Abruzzo gli aumenti sono consistenti?
«Il trend segue quello nazionale. Gli ombrelloni sono aumentati, in media, di 50-100 euro per tutta la stagione. Stessa cosa per gli alberghi, le strutture e i prezzi della ristorazione. Incrementi dovuti a due fattori fondamentali: l'aumento delle materie prime a causa della guerra in Ucraina e la speculazione. I prezzi non sono controllati e c'è chi ne approfitta: molti grossisti si sono accaparrati le materie prime ai vecchi prezzi e li rivendono a costi molto più alti. Il tutto a discapito dei consumatori e dei cittadini. Nessuno effettua controlli per tenere calmierati i prezzi ed evitare rialzi eccessivi, almeno sui generi alimentari e di prima necessità».(m.p.)
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