Monsignor Forte: «Al Volto Santo 70 vescovi ortodossi»

Manoppello, il prelato intervistato in Germania annuncia il raduno che si terrà al santuario il 18 settembre
MANOPPELLO. Dopo essersi ripreso da un malore che pareva non dovergli lasciare scampo accusato qualche mese fa, Paul Badde, il giornalista e scrittore tedesco del Die Welt, ormai uno dei maggiori divulgatori al mondo del Volto Santo, nei giorni scorsi ha intervistato l'arcivescovo dei Cheti-Lanciano Bruno Forte, affrontando con lui i temi più stringenti sia sulla storia dell'Icona, del suo miracoloso arrivo a Manoppello circa 500 anni fa, sia sull'importanza che oggi il Sacro Velo assume nei rapporti con le chiese cristiane, in particolare con quella ortodossa, per la quale le icone dei santi sono motivi di culto e che vede nella icona del Cristo Risorto di Manoppello la massima espressione della simbologia cristiana.
Che il Volto Santo sia dunque il vettore di conciliazione delle due chiese al momento in discussione su alcune questioni etiche comunque finalizzate al maggiore avvicinamento fra cattolici ed ortodossi? Tematiche queste già affrontate a suo tempo da Benedetto XVI e riprese lo scorso maggio nell'incontro in Turchia di Papa Francesco con Bartolomeo I, patriarca di Costantinopoli. In questa direzione va lo straordinario evento annunciato per il 18 settembre:la visita di 70 vescovi ortodossi al santuario di Manoppello.
Argomento su cui però Forte non si è soffermato nell'intervista, avvenuta in lingua tedesca, con Badde. E’ sempre eccezionale l’impegno da parte del giornalista di proseguire, con passione e competenza, ad operare per l’approfondimento e la divulgazione di temi attinenti il Volto Santo. «Per lui», afferma l'addetto alla pubbliche relazioni del santuario di Manoppello, Antonio Bini, «è anche l’occasione di un affettuoso ricordo del Papa tedesco, che non si fece scoraggiare dalle gerarchie vaticane nell’intenzione di farsi pellegrino a Manoppello, che visitò il 1° settembre 2006».
Nell’intervista non mancano interessanti spunti di riflessione sia sul significato di quella visita, sia la stessa natura del Volto Santo, «mentre, forse per la prima volta», riprende Bini, «si ipotizza un ruolo attivo del cardinale Giampietro Carafa, già arcivescovo di Chieti poi diventato papa con il nome di Paolo IV, nel mettere in salvo il Volto Santo (Veronica) dalle distruzioni e devastazioni del Sacco di Roma del 1527. E’ importante che anche l’arcivescovo Forte sostenga nell'intervista l’ipotesi che il Volto Santo sia stato posto in salvo in Abruzzo, anche perché la tesi era stata avanzata già nel 2001 da padre Andreas Resch, studioso austriaco di paranormologia, in una intervista rilasciata alla rivista dei frati cappuccini del Volto Santo di Manoppello». La città della Val Pescara diventa sempre più riferimento imprescindibile della cristianità.
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