Montereale al sicuro nelle tende, ma ora si teme per il futuro

28 Agosto 2016

Nel borgo aquilano edifici distrutti, ma nessuna vittima Il rischio è che il paese si svuoti e che la sua economia muoia

MONTEREALE. È quasi mezzogiorno. All’ingresso della sede del Comune di Montereale c’è movimento. È da poco arrivato il questore dell’Aquila Alfonso Terribile, accompagnato dal dirigente del compartimento di polizia stradale Nicoletta Cuccia. Il questore ha appena effettuato un sopralluogo nelle zone del comune di Montereale più colpite dal sisma e in particolare a Santa Lucia. Nella stanza del primo cittadino Massimiliano Giorgi c’è anche il sindaco di Capitignano, Maurizio Pelosi, altro comune che è finito per la seconda volta in poco più di sette anni dentro il “cratere” a causa dei danni subiti dalle strutture pubbliche e private. Ci sono pure vigili del fuoco, rappresentanti della Protezione civile, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, il segretario aquilano del Pd Stefano Albano e poco dopo arriva il consigliere comunale dell’Aquila Guido Quintino Liris. Un vero e proprio summit in cui si è parlato della vigilanza che le forze dell’ordine stanno assicurando per prevenire furti nelle abitazioni e nei negozi abbandonati (venerdì a Montereale è andato per un sopralluogo anche il colonnello comandante provinciale dei carabinieri Antonio Servedio).

L’incontro dura una mezzoretta poi tutti al lavoro per far fronte a una emergenza che in questo momento deve tenere conto della messa in sicurezza della popolazione, e soprattutto di coloro che non se la sentono di passare la notte in casa. Sul tavolo del sindaco c’è l’ordinanza della Presidenza del consiglio, firmata dal capo del dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio. È la numero 0388. Ricordate questo numero. Quando in futuro si rifarà la storia degli interventi post-sisma 2016 è da lì che bisognerà partire. Viene istituita la Dicomac (sigla arcinota agli aquilani), si parla del contributo di autonoma sistemazione (fino a un massimo di 600 euro a famiglia), vengono bloccati i mutui, si prevedono occupazioni d’urgenza per tendopoli e strutture varie di assistenza, vengono sospesi tasse e balzelli vari. Ci sono poi una serie infinita di richiami a leggi e ordinanze. La chiarezza continua a far difetto nelle stanze dei bottoni. Sul campo, in prima linea ci sono i sindaci.

Massimiliano Giorgi è consapevole di trovarsi di fronte a un compito complesso. A Montereale (a parte la frazione Santa Lucia e qualche altro caso qua e là) non ci sono stati crolli devastanti e per fortuna nessuna vittima. Ma c’è la paura. La paura che la faglia dei monti Reatini possa continuare a muoversi e il terremoto cambiare bersaglio. E poi c’è il rischio desertificazione. Il 24 agosto mattina da Montereale e dalle sue tante frazioni c’è stato un vero e proprio esodo di massa da parte dei tanti romani che in estate affollano i borghi. L’economia locale, che già vacilla per la crisi generale, potrebbe subire un colpo durissimo. Ma oggi bisogna innanzitutto pensare a mettere le persone nella condizione di poter dormire fuori casa . Sono state allestite tensostrutture con centinaia di posti letto a Marana, Cesaproba, Ville di Fano e Paganica di Montereale. Tende sono comparse a Santa Lucia, Aringo, Verrico, Castiglione, Colle Verrico, Santa Vittoria. Le associazioni locali di Protezione civile sono mobilitate. La Regione e la Provincia attraverso i loro presidenti Luciano D’Alfonso e Antonio De Crescentiis «ci sono vicini», dice il sindaco Giorgi, che continua: «In questi giorni non ci siamo sentiti abbandonati, anzi. Bisogna andare avanti così». Intanto la sede del Comune che nel 2009 era stata spostata dove è oggi, dovrà essere trasferita di nuovo per motivi di sicurezza. Ieri mattina gli uffici erano chiusi al pubblico. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Il consigliere regionale Pietrucci è tornato a sollecitare la Regione affinché chieda all’Enel una verifica puntuale delle dighe del lago di Campotosto che per ora non hanno dato segni di cedimenti. Ma non si mai. (g.p.)

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