Montesilvano. Alberghi da trasformare in Rsa. Cordoma: vanno bloccati subito

25 Ottobre 2026

Dopo i primi due, arrivano nuove richieste. E il capogruppo di FdI propone una delibera per dire no:

«Va salvaguardata la vocazione turistica». E Renisi (Federalberghi): «Sbagliato mettere vincoli»

MONTESILVANO

Evitare che Montesilvano, da regina del turismo abruzzese, possa trasformarsi negli anni in dormitorio per persone anziane. È questo l’obiettivo della delibera sulla quale sono attualmente al lavoro gli uffici del settore Urbanistica del Comune di Montesilvano e che muove i propri passi dalla proposta del capogruppo di Fratelli d’Italia, Pasquale Cordoma, che teme che la zona più turistica della città possa perdere la propria vocazione.

«In questi giorni in cui è emerso il primato di Montesilvano come presenze turistiche, e quindi la città è diventata capofila del turismo in Abruzzo», commenta il consigliere montesilvanese, «si apre la necessità di fermare la trasformazione, così come da più parti richiesta, degli alberghi in ra e in rsa. Questo nuocerebbe alla città e al polo turistico che noi oggi rappresentiamo con fierezza, con quasi 700mila presenze turistiche registrate nel 2025».

Attualmente in via Maresca uno degli ex hotel, l’Ariminum, già da tempo è stato trasformato in struttura di accoglienza per anziani, così come accaduto per altre strutture in città, come l’ex hotel Piccolo mondo, e ci sarebbero almeno altri due privati che avrebbero manifestato la volontà di lasciarsi alle spalle la destinazione di hotel per aprire le proprie porte a una residenza per anziani. «Capiamo la difficoltà di qualche imprenditore che magari non è riuscito a fare il sold out», prosegue Cordoma, «ma noi, come amministratori, dobbiamo assolutamente salvaguardare il territorio e pensare all’economia della nostra città».

Il consigliere si dice fiducioso che la proposta di delibera che prevede la variazione delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore venga portata presto in commissione affinché si blocchi questo processo. «Ovviamente», evidenzia, «questa delibera non andrebbe in contrasto con la Legge 13 del 2023 che prevede il blocco di ogni possibilità attività sui piani regolatori delle tre città. Essendo una modifica che riguarda una piccola parte del territorio, questa operazione andrebbe sicuramente in deroga. Ed è un’operazione da fare prima che sia troppo tardi». In caso di approvazione della delibera, le strutture già trasformate in rsa rimarrebbero tali, così come le domande in essere proseguirebbero il loro iter.

«Tutelare la zona più turistica della regione ha sicuramente un senso», commenta in merito la presidente di Federalberghi Pescara, Daniela Renisi. «Tuttavia, se ci sono strutture piccole che fanno fatica, mettere un vincolo a chi non riesce a fare più impresa come una volta, anche per via dei b&b e delle case vacanze, non è probabilmente la soluzione giusta. È necessario a mio avviso aprire un tavolo di confronto, per sentire le vere esigenze degli operatori del settore e capire quali siano le strategie giuste. Perché se davvero si è capito che le opportunità di crescita dal punto di vista turistico per il territorio ci sono, dobbiamo anche capire in che modo aiutare chi sta tutti i giorni “al fronte” garantendo accoglienza. E dobbiamo anche capire che tipo di turismo vogliamo inseguire nei prossimi 10 anni, e non parlo solo di Montesilvano, ma più in generale di questa zona dell'Adriatico».