Montesilvano, la città sommersa dai rifiuti: «Mancano mezzi e personale»

Cumuli di spazzatura in città, i consiglieri di opposizione Giuliani e Verrocchio all’attacco: «Gli stessi veicoli usati per due turni, così mastelli e cassonetti traboccano da mattina a sera»
MONTESILVANO. A dieci giorni dall’estensione del servizio di raccolta porta a porta ad alcune zone dell’area vestina di Montesilvano, tra cui via Chiarini e via Rimini, mentre la città si prepara a dire addio a tutti i cassonetti stradali entro giugno, piovono le critiche dell’opposizione. A mostrare le immagini di cataste di rifiuti lungo alcune arterie della città e a evidenziare i problemi riscontrati dai cittadini in questi primi giorni è Francesca Giuliani, consigliera del gruppo “D’Addazio sindaco”, che afferma: «Il problema principale del servizio di raccolta porta a porta a Montesilvano è legato alla grave insufficienza di mezzi e personale messi a disposizione dalle aziende appaltatrici».
Secondo la consigliera, «attualmente risultano operativi un numero di mezzi insufficiente e del tutto inadeguato rispetto alla mole di lavoro da svolgere». Una carenza che viene tamponata, spiega, utilizzando «gli stessi mezzi su due turni giornalieri: un operatore lavora al mattino in alcune zone della città e, una volta rientrato, lo stesso veicolo viene affidato a un altro operatore nel turno pomeridiano, che prosegue il servizio in aree diverse». Questa organizzazione crea dei disagi ai residenti perché molti mastelli e cassonetti condominiali non vengono svuotati nelle prime ore del mattina e le famiglie sono costrette a lasciarli in strada fino al tardo pomeriggio. «Il risultato», prosegue Giuliani, «è sotto gli occhi di tutti: rifiuti che persistono su strada lì dove è già attivo il servizio di porta a porta, marciapiedi occupati dai mastelli spesso per l’intera giornata, disordine e degrado urbano diffuso».
Una situazione che si traduce anche «nell’impossibilità per i pedoni di transitare in sicurezza, con marciapiedi resi totalmente inaccessibili». E ancora, come evidenzia Giuliani, a questo si aggiunge che i mastelli sono formalmente di responsabilità dei singoli cittadini, mentre i cassonetti sono responsabilità dei condomini, evidenziando che «pur subendo un disservizio non dipendente dalla loro volontà, cittadini e amministratori condominiali potrebbero essere ritenuti responsabili per occupazione impropria di suolo pubblico, per aver reso inaccessibili i marciapiedi e persino in caso di danni a cose o persone. Il tutto, a fronte di un servizio che i cittadini pagano regolarmente e a costi elevati, ma che per carenze organizzative strutturali scarica su di loro disagi, rischi e possibili responsabilità», costringendo anche i condomini a spese ulteriori per il servizio di trasferimento giornaliero dei cassonetti lungo la strada.
Sulla stessa linea Luca Verrocchio del Movimento 5 Stelle. «Il malfunzionamento del servizio porta a porta riscontrato finora», commenta, «unito alle complicazioni legate alle mansioni richieste ai condomini, ovvero la movimentazione e sanificazione dei bidoni a loro spese, rischia di compromettere il raggiungimento dell’82% di raccolta differenziata, già di per sé molto ambizioso». Mettendo in luce l’accumulo di buste dei rifiuti dovuto all’insufficienza di mezzi e personale, anche Verrocchio pone l’accento sulle situazioni di degrado e di pericolo per i cittadini, soprattutto anziani e disabili. Il pentastellato sottolinea poi che «il bando è stato aggiudicato quasi un anno fa, ma il vecchio servizio è stato strategicamente prorogato, concedendo al gestore diversi mesi in più per organizzarsi. Se, nonostante questo vantaggio, l’obiettivo non verrà centrato, si tratterà di una sconfitta grave per questa amministrazione». I consiglieri Giuliani e Verrocchio evidenziano, infine, che «il servizio avrebbe già dovuto essere attivato diversi anni fa sulla maggior parte del territorio e che oggi dovrebbe essere organizzato in modo efficiente, evitando disagi e difficoltà per i cittadini».

