Montesilvano ricorda la mamma che salvò i bimbi

21 Agosto 2016

Sacrificare la propria vita per salvare da morte sicura i figli di 3 e 5 anni. Accadeva cento anni fa nel quartiere di villa Verrocchio a Mariannina Marinelli, una mamma di 25 anni. La sua storia...

Sacrificare la propria vita per salvare da morte sicura i figli di 3 e 5 anni. Accadeva cento anni fa nel quartiere di villa Verrocchio a Mariannina Marinelli, una mamma di 25 anni. La sua storia sarà ricordata oggi (alle ore 18) nella scuola per l'infanzia di via Marinelli con una commemorazione e con la deposizione di una corona di fiori da parte del pronipote Marcello Verrocchio. A seguire si terrà una santa messa nella chiesa di san Giovanni Bosco, celebrata da don Giampietro Pittarello. Laddove oggi c’è la strada parco viveva una giovane famiglia composta da Antonio Verrocchio, sua moglie Mariannina e i due figli, Giuseppina e Alberto. I bimbi erano intenti a giocare vicino ai binari e Mariannina, accorgendosi che stava passando un treno, non esitò a lanciarsi sui binari per salvare i figli, perdendo la vita.

Verso la metà degli anni '50, a via Nettuno, che dalla nazionale conduceva al mare, fu cambiato il nome proprio in memoria di questa grande mamma. Sempre per rendere onore al suo gesto, ricorda Marcello Verrocchio, Mariannina Marinelli ricevette il diploma per atto di eroismo, datato 19 dicembre 1917, da parte della "Fondazione Carnegie" che assegnò anche la medaglia d'argento alla memoria di questa donna, ritenuta "vittima dell'amore materno". Oggi l'originale di quel diploma è conservato nei locali della Direzione didattica statale del 2° Circolo, in via Valle d'Aosta, mentre una stele e un bassorilievo (foto) sono stati posti all'ingresso della scuola elementare e dell'infanzia di via Lazio. A Mariannina Marinelli, ricorda sempre Verrocchio, è dedicata anche la scuola dell'infanzia di Via Vitello d'Oro, segno che Montesilvano non l’ha mai dimenticata. (o.b.)