Montesilvano. «Violentò una paziente in studio» Medico condannato a due anni

Sott’accusa tre visite ginecologiche non richieste alla donna che era andata da lui per un certificato.
I fatti si sarebbero consumati nell’ambulatorio del professionista, a Montesilvano, durante il Covid
PESCARA
I giudici della Corte d'Appello dell'Aquila capovolgono la sentenza assolutoria di primo grado e condannano a 2 anni e un mese di reclusione (con la sospensione dalla professione medica per la stessa durata) un medico di Montesilvano, E.L., 70 anni, di origini straniere, che all’epoca dei fatti (nel periodo tra marzo e maggio 2020, in pieno Covid) sottopose una sua paziente (anche lei straniera) a tre visite ginecologiche non richieste.
La donna si era rivolta al medico di base per avere un certificato per la palestra, e invece si ritrovò a denunciarlo per violenza sessuale. Dopo circa tre anni di udienze, il processo di primo grado si concluse (nel marzo del 2025) con l’assoluzione del professionista decretata dal collegio del tribunale di Pescara, con la formula “perché il fatto non sussiste”, (l'imputato era difeso dall’avvocata Nadia Ficcardenti).
Un processo dove il limite tra lecito e illecito era piuttosto labile come sottolineò anche il pm Rosangela Di Stefano che aveva chiesto per l’imputato la pena minima di un anno e mezzo di reclusione.
Tutto ruotava attorno al comportamento avuto dal medico: se deontologicamente corretto o meno. Nel senso che il professionista, nel visitare la donna, per tre volte nell’arco di tre mesi, pur non essendo un ginecologo, avrebbe compiuto delle manovre nelle parti intime della paziente:
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