Morgan canta e si scusa «Non sono omofobo»

3 Settembre 2023

Teatro pieno per lo spettacolo dell’artista affiancato da Pino Strabioli E dopo le polemiche del concerto in Sicilia dice: «Dovevo controllarmi»

PESCARA. «Dalle 22,45 alle 23 ci sarà il momento turpiloquio, in cui pubblico e artisti si potranno sfogare negli insulti più liberatori. Alle 23 riprenderà il concerto». Così ieri ironizzava Morgan sul suo profilo Instagram, prima dell’esibizione che ha aperto il festival Dannunziano, sulla scia delle polemiche suscitate da una sua frase omofoba rivolta a uno spettatore durante un recente concerto in Sicilia. «Potremmo vederne delle belle», aveva annunciato il cantante che invece ieri sera ha salutato la folta platea pescarese con la sigaretta tra le dita, declamando la poesia di D’Annunzio, “La pioggia nel pineto” mentre tra il pubblico spuntava il cartello “Nessuno tocchi Morgan”. Poi, in riferimento proprio alle polemiche dello spettacolo in Sicilia, Pino Strabioli, accanto a lui sul palco con la Medit Orchestra diretta da Angelo Valori, ha commentato «è stato un equivoco basso». E il concerto ha preso inizio con “Il senso delle cose”. Poi “Cosa sono le nuvole", musica di Modugno, testo di Pasolini, «un capolavoro», ha affermato l’artista che ha ripreso il tema dell’omosessualità parlando di Umberto Bindi, «una carriera segnata dal pregiudizio perché era omosessuale». E dopo “Il mio mondo”, la scaletta è andata avanti con quella che Morgan ha definito la più bella canzone italiana di tutti i tempi, “Il nostro concerto”, sempre di Bindi. Quindi il momento delle scuse per le polemiche sull’omosessualità. Conversando con il presentatore Strabioli, Morgan ha detto: «Ognuno è libero di essere se stesso. Non voglio offendere per questa scelta, volevo offendere lui che era uno stronzo. Ho fatto una cazzata perché dovevo controllarmi, mi hanno insultato così per una vita». E ancora: «Omofobo è parola debole, significa chi ha paura di se stesso. Invece chi ha paura degli omosessuali non è omofobo, si deve trovare una parola nuova che descriva questo tipo di reato perché esserlo è una cosa terribile». E ha aggiunto: «Farò una donazione a una casa di accoglienza di ragazzi che sono rifiutati dalle famiglie. Io adoro l'estetica del gay e non me ne frega se uno è etero o no. Adoravo Bindi, Boy George e Elton John, tutti gay. Mi è dispiaciuto essere accusato di omofobo perché non lo sono». Riprende il concerto con “Meraviglioso” di Modugno, e poi il ricordo di Franco Battiato: «Riempiva i miei vuoti, con lui tutto prendeva senso». Morgan canta “Povera patria” e il pubblico applaude. (f.bu.)