Morta dopo 13 giorni la donna ustionata

Anna Rita Basile, 61 anni, era stata investita da una fiammata a casa della vicina mentre preparavano la salsa di pomodoro
CARPINETO DELLA NORA. Dopo tredici giorni di agonia è morta, all’ospedale di Brindisi, una delle tre donne rimaste ustionate a Carpineto della Nora mentre stavano confezionando in casa le tradizionali bottiglie di pomodori. Il cuore di Anna Rita Basile, 61 anni compiuti a marzo, si è fermato il giorno di Ferragosto, lasciando attonita tutta la comunità di Carpineto che solo pochi giorni fa è scesa in strada per una fiaccolata e una preghiera in segno di conforto per le famiglie delle tre donne ustionate, finite in ospedale subito dopo il terribile incidente.
Basile è stata trasportata in un primo momento a Pescara ma le ustioni che ha riportato su gran parte del corpo hanno spinto i medici a promuovere il trasferimento immediato nel centro specializzato dell’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi, dove è stata accudita amorevolmente dalla figlia fino a due giorni fa. Ma non ce l’ha fatta.
Quella mattina, era il 2 agosto, con lei c’erano tre donne, due delle quali sono rimaste ferita mentre l’altra si è salvata perché era uscita momentaneamente dal garage per lavare dei pomodori. Sono rimaste ustionate la proprietaria dell’abitazione dove stavano preparando la passata di pomodoro, A.S., 68enne, finita al Santissimo Annunziata di Chieti in condizioni non gravi e poi dimessa, e la figlia 46enne, C.P., ricoverata al Cardarelli di Napoli.
Quella mattina, era il 2 agosto, le donne si sono ritrovate nel garage dell’abitazione di A.S., nell’edificio attiguo a quello che ha ospitato fino a qualche anno fa il ristorante “La Roccia”. Basile, vicina di casa della proprietaria dell’alloggio, stava dando una mano quando nel garage si sono sviluppate una fiammata e una piccola esplosione. Sarebbero state provocate da una fuga di gas dal bruciatore la cui manopola potrebbe essere rimasta inavvertitamente aperta. La fiammata ha raggiunto le tre mentre la quarta, che si trovava all’esterno, ha sentito le urla e chiesto aiuto. La macchina dei soccorsi si è mossa subito e a Carpineto sono arrivati il 118, i vigili del fuoco, i carabinieri e i carabinieri forestali per ricostruire i fatti ed eseguire degli accertamenti, anche sull’impianto utilizzato.
Mercoledì, quando è arrivata la notizia della morte di Basile, a Carpineto si sono spente tutte le speranze. La donna lascia il marito Antonio Di Nocco e le figlie Valeria e Mariangela, più il suocero. «Era una donna perfetta, sempre presente nel momento del bisogno, che ha dedicato la vita alla famiglia e al lavoro. Silenziosa ma sempre con il sorriso», dice il sindaco Donatella Rosini che nei giorni scorsi ha promosso la fiaccolata e ora attende con la sua comunità il rientro della salma, nei prossimi giorni, per l’ultimo saluto.

