Morte Cervoni, le intercettazioni e i testimoni incastrano Spinelli

24 Novembre 2021

Ieri l’udienza davanti ai giudici della Corte d’Assise di Chieti per il 30enne accusato dell’omicidio Tra i testi dell’accusa, una ragazza del rione e la coppia che ospitava la vittima nell’alloggio di via Tavo

PESCARA. Segna un punto a favore dell'accusa, l’udienza di ieri davanti ai giudici della Corte d'Assise di Chieti chiamati a giudicare Guerino Spinelli, 30 anni, accusato di aver ucciso, per futili motivi, l'amico Marco Cervoni, 35 anni: delitto che si verificò il 1°gennaio 2020 in un appartamento del Ferro di cavallo, a Rancitelli.
Ieri hanno sfilato davanti alla Corte i testi dell'accusa, rappresentata dal pm Anna Benigni, titolare dell'inchiesta. Una udienza che si è rivelata importante soprattutto per alcuni aspetti che la pubblica accusa ha messo in evidenza: come ad esempio la testimonianza di una ragazza del quartiere, e quella della coppia che ospitava la vittima.
Marco Cervoni da un paio di mesi dormiva a casa di questa coppia in via Tavo, stesso palazzo dove abita la madre dell'imputato. Quella mattina del primo gennaio, Spinelli avrebbe fatto irruzione in casa con lo scopo di andare a picchiare Cervoni che non gli aveva risposto al telefono durante la notte (secondo le ipotesi investigative per questioni legate alla droga). Lo avrebbe aggredito e colpito con una stampella (forse l'arma del delitto) che la polizia ha detto di aver ritrovato a casa, sporca di sangue. L’imputato, che ha sempre smentito di essere entrato in casa, sostenendo di essere passato per caso sul pianerottolo scendendo dall’appartamento della madre, ieri è stato a sua volta smentito dalla coppia che ha anche ammesso la colluttazione tra i due, avvenuta in casa e finita sul pianerottolo dove Spinelli avrebbe continuato a prendere a calci la vittima a terra. Circostanza riferita da un teste oculare che abitava sullo stesso piano, che poi però avrebbe ritrattato gran parte delle accuse, si dice perché minacciato. E qui si innesca la testimonianza della ragazza del quartiere che ha riferito alla Corte circostanze che confermano le minacce subite dal teste Remo Mincone (poi trasferito altrove per sicurezza): testimonianza che rimette quindi in gioco l’incidente probatorio nel quale era stata raccolta la testimonianza di Mincone, adesso diventato teste della difesa. Sono state sentite anche la madre e la sorella della vittima che hanno raccontato dello stato di tossicodipendenza di Cervoni e dei suoi tentativi di uscirne.
La polizia, con in testa l’ex capo della Mobile, Dante Cosentino, ha invece ricostruito le fasi dell’intervento di quella mattina. Ma l'aspetto forse più interessante riguarda alcune intercettazioni telefoniche che fanno parte del fascicolo, ma che ieri non sono state lette in aula: telefonate tra l'imputato e la sorella (all’epoca latitante e per questo intercettata dai carabinieri) e tra la sorella e la madre di Spinelli. Quando la sorella, parlando con la madre, non si spiega il perché Guerino si sia comportato così con la vittima che era suo amico: telefonata dalla quale emerge che la colluttazione sarebbe avvenuta nell’appartamento dove Cervoni dormiva. E la sorella che si preoccupa del fatto che la coppia potrebbe dire la verità alla polizia. L'udienza è stata aggiornata al 22 febbraio 2022: sfileranno i testi della difesa.