Silvi

+++ Morte di Ciarelli, i parenti: «La moto è stata urtata dai carabinieri» +++

2 Luglio 2026

Incidente di Silvi. Secondo l'ipotesi avanzata dai parenti, l'auto dei carabinieri che inseguiva lo scooter si sarebbe avvicinata al mezzo fino a toccarlo, mentre davanti si sarebbe posizionata, di traverso, la seconda auto dell'Arma, contro cui la vittima si è scontrata

SILVI. La famiglia di Massimo Ciarelli, il 43enne di Pescara morto ieri dopo un incidente avvenuto al culmine di un inseguimento, tra Città Sant'Angelo e Silvi, non crede alle ricostruzioni dei fatti che stanno circolando in queste ore. Secondo l'ipotesi avanzata dai parenti, infatti, l'auto dei carabinieri che inseguiva lo scooter si sarebbe avvicinata al mezzo fino a toccarlo, mentre davanti si sarebbe posizionata, di traverso, la seconda auto dell'Arma, contro cui la vittima si è scontrata. Tramite l'avvocata Laura Filippucci, che li assiste, i familiari hanno già contattato un consulente di parte umbro, con l'obiettivo di accertare e chiarire la dinamica dell'accaduto.

A seguire il caso è il pm di Teramo Elisabetta Labanti, titolare del fascicolo, mentre delle indagini si sta occupando la Polizia stradale di Teramo, dopo i primi rilievi sul posto eseguiti dalla polizia locale di Silvi. Determinanti, per ricostruire con precisione quanto accaduto, saranno le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona e le testimonianze delle numerose persone che hanno assistito all'inseguimento.

La salma di Ciarelli è all'obitorio di Teramo, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Nelle prossime ore dovrebbe essere conferito l'incarico per l'autopsia.

Il 30enne che era in moto con la vittima, dopo essere stato ascoltato dagli investigatori, è tornato libero.