Morto a 64 anni l’imprenditore Mattucci

23 Ottobre 2020

Tra le varie operazioni immobiliari, la costruzione di abitazioni di edilizia residenziale in città e l’acquisto del Tortuga 

MONTESILVANO. All'età di 64 anni e dopo una malattia relativamente breve, ieri è morto Mauro Mattucci, imprenditore originario di Montefino, ma da sempre cittadino di Montesilvano dove ha iniziato la sua carriera imprenditoriale.
Mattucci non è riuscito a superare l'ostacolo più grande della sua vita: un male che ha scoperto nel gennaio scorso. Molto noto a Montesilvano, ma in tutto l'Abruzzo e non solo, sia per la sua attività di costruttore, ma anche purtroppo per le sue disavventure giudiziarie che sono ancora in corso. La sua attività imprenditoriale esplose a cavallo tra il 1995 e il 1996: costruzioni di civili abitazioni ed edilizia residenziale a Montesilvano. Poi arrivò il grande salto con una grossa operazione immobiliare industriale e commerciale, realizzata dopo aver acquisito un asset dalla fallita società Faber.
In quel periodo Mattucci avviò la realizzazione di un centro commerciale a Civitanova Marche: centro fra i più moderni e meglio organizzati del centro sud, denominato “Cuore Adriatico”. L'imprenditore non tralascia però altre iniziative e operazioni immobiliari, soprattutto nel territorio di Montesilvano, oltre a portare avanti, a Chieti, la raccolta di materiale ferroso e di smaltimento dei rifiuti con la società “M- Resayling srl”.
Ma l'operazione che in Abruzzo dà forse maggiore notorietà a Mattucci, anche se l’attività è intestata ai figli Marco ed Egle, è l'acquisto del Tortuga, storico locale dei fratelli Pola, posto al confine tra Pescara e Montesilvano, che originariamente era un night, poi trasformato in discoteca e ristorante, con lo stabilimento balneare.
La famiglia Mattucci nel 2014 acquista un ramo d’azienda dalla procedura fallimentare del locale. Ed è proprio dopo questo passaggio che iniziano i guai giudiziari per l’imprenditore che viene ritenuto il dominus anche di quella attività intestata ai figli. Qualche mese dopo, nel 2015, arrivano le misure cautelari. Tutto nasce dal fallimento del Tortuga, anche se Mattucci si era accollato tutti i debiti poi realmente pagati. Ma secondo il giudice anche lui doveva rispondere del fallimento.
A far finire nei guai Mattucci fu la procura di Chieti che stava indagando su altre società: indagine che arrivò anche al Tortuga. Si parlò di una evasione fiscale di 100 milioni di euro relativa, però, alla somma di tutte le fatture utilizzate da Mattucci per le varie operazioni commerciali, e contando che solo 67 milioni di euro si riferivano al leasing per il centro commerciale delle Marche. Insomma, una montagna di carte giudiziarie che da anni vengono palleggiate tra i tribunali di Pescara e Chieti, con ricorsi anche in Cassazione. Tutto un impianto accusatorio, compresa la misura di prevenzione ancora in atto (che verrà discussa nel prossimo mese di dicembre davanti al tribunale di Pescara) che è ancora in piedi, senza neppure una sentenza di primo grado pronunciata.
«Un uomo di grande carisma, serietà e generosità, dedito alla famiglia», così il figlio Marco parla del padre appena scomparso. «E' così che tutti lo ricordano per quei valori che ha saputo tramandare ai figli e per i quali tutti lo hanno amato e conserveranno il suo ricordo nei loro cuori. Uomo che ha affrontato con grande dignità i processi in cui è stato coinvolto, che non trovano ancora un epilogo». Un concetto ribadito anche dall'avvocato Alessandro Perrucci che da anni segue i processi di Mattucci, anche insieme al collega Giuseppe Pantaleone: «Una persona che aveva una grande forza di volontà e dignità, che non si è mai arreso ed ha sempre affrontato con dignità i processi dai quali è rimasto colpito e che sono ancora in via di definizione».
Mattucci lascia la moglie Giovanna e quattro nipotini. I funerali si terranno oggi alle 15,30 nella chiesa di Sant’Antonio, in via D’Annunzio.
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