Morto in ascensore, via al processo

15 Aprile 2015

Rito abbreviato per l’ambulante accusata di aver ucciso il pensionato

MONTESILVANO. E’ stato accolta la richiesta di rito abbreviato presentata dai legali dell’ambulante nigeriana Happy Ayegbeni, 33 anni, arrestata nel settembre 2014 per la morte di Donato Pangiarella, il pensionato di 74 anni trovato morto in ascensore nel palazzo di via Cerrano a Montesilvano. Durante l’udienza di ieri, si sono costituite parti civili la moglie e il figlio del pensionato morto assistiti dall’avvocato Alfredo Di Francesco. L’udienza è stata rinviata al 22 settembre per ascoltare la testimonianza del medico legale della difesa e anche per acquisire la sentenza della Cassazione che aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare della nigeriana permettendole di lasciare il carcere e di poter partecipare a piede libero al processo. La donna, infatti, ieri mattina ha partecipato all’udienza. La vicenda riporta al settembre 2014 quando Pangiarella viene trovato morto nell’ascensore di un palazzo di Montesilvano. Secondo la ricostruzione dell’accusa i due si erano incontrati poco prima in un supermercato dove il pensionato si sarebbe offerto di aiutare la donna a portare in casa le casse d’acqua. Una volta all’interno, secondo quello che aveva raccontato la 33enne nigeriana, l’uomo avrebbe cercato di avere un rapporto con lei che, per difesa, si sarebbe divincolata e l’avrebbe spinto. Una versione che, però, all’epoca non era stata accolta dal gip che aveva convalidato il fermo ed emesso l’ordinanza per omicidio preterintenzionale.

La difesa della donna aveva quindi presentato ricorso in Cassazione e la Corte Suprema aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare. (p.au.)

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