Morto l’85enne picchiato e rapinato in casa

21 Giugno 2024

Rocco Lupinetti è deceduto all’ospedale di Chieti tre mesi dopo l’aggressione per poche decine di euro. Disposta l’autopsia

ELICE. È morto in ospedale tre mesi dopo che una spietata banda, tuttora ignota, lo aveva massacrato di botte, legato e rapinato in casa. Rocco Lupinetti, 85 anni, di Elice, si è spento la scorsa notte in un letto del policlinico Santissima Annunziata di Chieti.
L’autopsia, ordinata dal pm della procura di Pescara Gabriella De Lucia, accerterà se sussiste il nesso causale tra il decesso e la brutale aggressione avvenuta lo scorso 16 marzo in contrada Colle d’Odio ai danni di un anziano che, da quel giorno, non ha potuto più fare rientro nella sua abitazione. Nel frattempo, i carabinieri continuano a dare la caccia ad almeno tre rapinatori, probabilmente dell’Est Europa, che si sono accaniti su un pensionato indifeso pur di portare via poche decine di euro. Criminali senza scrupoli a carico dei quali – se scoperti – potrebbe profilarsi il reato di omicidio volontario aggravato. Un’accusa da ergastolo.
In quel sabato di fine inverno, i banditi hanno fatto irruzione a tarda ora nella casa gialla di Lupinetti che si sviluppa su due livelli, dopo aver forzato una finestra con un arnese da scasso. Il pensionato, che abitava da solo, è stato svegliato dai rumori e si è trovato davanti i ladri che hanno reagito prendendolo a pugni. L’anziano è caduto a terra, ha perso conoscenza e, quando si è svegliato, si è ritrovato legato con delle fascette da elettricista e la mandibola fratturata.
Con una forza da leone è poi riuscito a liberarsi, prendere il cellulare e chiamare il figlio, che abita a circa 500 metri di distanza. L’uomo si è precipitato a casa del papà insieme ai soccorritori del 118 che lo hanno portato in ospedale a Pescara. La prognosi iniziale è stata di 40 giorni. Il feroce pestaggio ha lasciato sotto choc la famiglia della vittima, a partire dai figli Fabrizio e Marino. «È una tragedia, è successa una cosa orribile e inaspettata, in paese siamo tutti sconvolti per una tale ferocia», aveva detto il sindaco Gianfranco De Massis nell’immediatezza della rapina.
Le condizioni dell’anziano si sono aggravate con il passare delle settimane, finché – nella notte tra mercoledì e giovedì – il suo cuore ha smesso di battere. E ora è caccia ai ladri diventati assassini.
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