Morto nella cella frigorifera, la verità dall’autopsia. E rispunta la telecamera di casa

14 Gennaio 2026

Oggi l’esame a Pescara sul corpo del 38enne Andrea Costantini dopo la riapertura del caso sollecitata dai genitori. Il legale della compagna: «Anche noi vogliamo chiarezza». E puntualizza: «I filmati non sono spariti»

PESCARA. «Di telecamera ce n’è una e non è stata rimossa». Così l’avvocato Pala Cecchi, che assiste Angela Dileva, compagna di Andrea Costantini, il 38enne originario di Penne trovato morto nella cella frigorifera del supermercato di Termoli dove lavorava. Chiarimenti che arrivano alla vigilia dell’esame autoptico, in programma questa mattina, alle ore 10, a Pescara, e indirizzati al legale della famiglia del 38enne Piero Lorusso, che nei giorni scorsi ha denunciato la sparizione dei dispositivi presenti all’esterno dell’abitazione in cui Costantini viveva con la compagna.

Spiega l’avvocato Cecchi: «Le affermazioni secondo cui alcuni filmati di videosorveglianza sarebbero stati rimossi o resi indisponibili non corrispondono al vero. La telecamera installata, circa cinque anni fa, presso l’abitazione in cui vivevano Andrea Costantini e la sua compagna è tuttora regolarmente presente e funzionante. Nessuno ha mai provveduto alla rimozione, né sono stati cancellati o sottratti i relativi contenuti. Gli eventuali filmati registrati risultano ancora accessibili tramite l’applicazione collegata al dispositivo, applicazione che risulta installata sul telefono cellulare di Andrea Costantini. Pertanto, nessuna alterazione, eliminazione o sottrazione di dati è mai stata posta in essere dalla mia assistita».

Sulla misteriosa morte del 38enne, dopo la denuncia presentata dai genitori Lidia e Gennaro, è stato riaperto il fascicolo per omicidio e, in subordine, per istigazione al suicidio e maltrattamenti. Il giudice delle indagini preliminari ha concesso al consulente tecnico d’ufficio, Cristian D’Ovidio, il termine di 90 giorni dalla data dell’esame autoptico per il deposito della relazione peritale.

A richiedere l’autopsia, l’esame tossicologico e del Dna è stato l’avvocato Lorusso, che in merito alle ultime dichiarazioni relative alla rimozione delle telecamere ha anche richiesto il sequestro di tutti i filmati ripresi dai dispositivi presenti nel supermercato, teatro del delitto. L’esame comincerà dopo la riesumazione del corpo al cimitero di Penne.

L’avvocato Cecchi chiarisce: «Qualsiasi diversa ricostruzione che lasci intendere manovre elusive o condotte che mirano ad occultare elementi rilevanti è destituita di fondamento. La mia assistita non ha nulla da nascondere e chiede che venga fatta piena luce sulla vicenda. Si auspica che il confronto pubblico avvenga nel rispetto dei fatti accertabili».

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