«Mossa pericolosa». «No, ha fatto bene»

D’Alessandro (Iv) è critico. Anche Pd e M5S all’attacco, ma 13 sindaci difendono il presidente
PESCARA. L’annuncio del rientro in zona arancione dell’Abruzzo da parte del governatore Marco Marsilio, nonostante il no del Governo, scatena reazioni a raffica e accende lo scontro politico.
IL FRONTE DEL NO. Per Domenico Pettinari del M5S la parola d’ordine è caos. «Caos nella gestione sanitaria, caos nei contributi a fondo perduto, caos nella gestione delle ordinanze e nei rapporti con il Governo», spiega il vicepresidente del Consiglio regionale. «L’Abruzzo è in balìa della smania di consenso di un centrodestra che ormai annaspa sotto gli occhi di tutti. E mentre Marsilio gioca con le ordinanze, abbiamo una sanità al collasso. Lo dimostra la carenza dei vaccini, il cui approvvigionamento è una competenza esclusivamente regionale. Anche l’economia del nostro territorio è allo stremo. Si parla di 4 mila imprese che hanno ricevuto il sostegno a fondo perduto tanto propagandato dalla Regione, a fronte di 54mila richieste ricevute».
A Marsilio, che ha definito «risibile il tono intimidatorio» del Governo, risponde il deputato di Italia Viva, Camillo D’Alessandro. «L’unica cosa risibile sono le furbate di Marsilio. A causa sua l’Abruzzo è ora considerato una sorta di Regione canaglia, inaffidabile». Duro anche il commento della deputata del Pd Stefania Pezzopane. «L’Abruzzo è stato trasformato da Marsilio nella Repubblica delle banane. Un presidente incapace, che continua a non gestire l’emergenza sanitaria e cerca di cavalcare la crisi sociale e le difficoltà dei commercianti».
I SINDACI FAVOREVOLI. A guidare il fronte dei favorevoli all’ordinanza di Marsilio, ci sono 13 sindaci del Teramano: Jwan Costantini (Giulianova), Massimo Vagnoni (Martinsicuro), Andrea Scordella (Silvi), Daniele Laurenzi (Nereto), Manuele Tiberi (Colledara), Severino Serrani (Penna Sant’Andrea), Rosanna De Antoniis (Castel Castagna), Daniele Palumbi (Torricella Sicura), Dantino Vallese (Corropoli), Leandro Pollastrelli (Colonnella), Federico Agostinelli (Campli), Domenico Piccioni (Tortoreto) e Michele Petraccia (Pietracamela). «Marsilio ha dimostrato coraggio e senso di responsabilità», dicono i 13 sindaci, ai quali si aggiunge anche il primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che parla di «segnale positivo per tutte quelle attività commerciali che da settimane fanno i conti con un drastico calo di vendite e fatturati«. Anche per il presidente della Provincia di Teramo, Diego Di Bonaventura, le ragioni di Marsilio «sono condivisibili e di buon senso».
I COMMERCIANTI. La Cna Abruzzo, presieduta da Savino Saraceni, non entra nello scontro politico ma sottolinea che «questa scelta non sarà risolutiva per i bilanci ed il fatturato di molti esercizi, per i quali invece diventa necessario poter contare quanto prima su tutti i promessi ristori dalla Regione, erogati fin qui in modo lento e limitato». Ieri la riapertura dei negozi c'è stata in un clima di confusione. «Auspicavamo una riapertura in accordo fra Regione e Governo, ma va bene lo stesso perché si può tornare ad una apertura completa del commercio fisso», dice Lido Legnini, direttore regionale di Confesercenti. (g.g.)

