Moto contro cervo, Regione condannata

6 Ottobre 2023

Deve risarcire oltre 400mila euro al centauro rimasto ferito nell’Aquilano. Il giudice: l’incidente si poteva prevenire 

L’AQUILA. «Spetta alla Regione fornire la prova liberatoria del caso fortuito, dimostrando che la condotta dell'animale si è posta del tutto al di fuori della propria sfera di controllo, come causa autonoma, eccezionale, imprevedibile o, comunque, non evitabile neanche mediante l'adozione delle più adeguate e diligenti misure di gestione e controllo del patrimonio faunistico e di cautela per i terzi».
Ma quella prova liberatoria non è emersa. Così si legge sulla sentenza firmata da un giudice del tribunale dell’Aquila che condanna la Regione Abruzzo a risarcire oltre 400mila euro di danni a un motociclista aquilano, di cui ci corre l’obbligo di tutelare il nome, vittima di un rovinoso incidente stradale causato da un cervo che gli attraversò la strada. Uno schianto che gli procurò fratture in varie parti del corpo e danni che si sono ripercossi anche sulla sua attività professionale di geometra. A distanza di cinque anni da quel drammatico incidente, una sentenza, che di fatto crea un precedente perché esclude dalla responsabilità civile altri enti come Anas e Provincia dell’Aquila, ha costretto la giunta Marsilio ad approvare una consistente variazione di bilancio per ripagare il danno al motociclista dopo che i rispettivi legali sono peraltro giunti a un accordo sulla cifra finale evitando altri gradi di giudizio.
L’incidente si verificò il primo luglio del 2018 nell’Aquilano. Erano le 22,30 mentre il geometra-motociclista era in sella a una potente Ktm e, viaggiando insieme ad altri motociclisti, si vide improvvisamente attraversare la strada dal cervo. Il gruppo di centauri percorreva la Strada statale 17, in direzione di marcia Sulmona-Roccaraso, nel territorio del Comune di Pettorano sul Gizio, quando il cervo saltava da un muretto sulla sinistra della via occupando la carreggiata e parandosi davanti alla moto con la quale si scontrava.
L’incidente si poteva prevenire, scrive in sintesi il giudice aquilano. «L'evento non assume carattere del fortuito, come ipotesi di situazione isolata che sfugge al controllo di chi è posto a tutela del territorio: al contrario, rappresenta un'evidente negligenza da parte dell'ente incaricato ad evitare che fatti simili coinvolgano gli utilizzatori della strada», si legge infatti sulla sentenza che si basa su un’istruttoria durante la quale più di un testimone ha riferito che, sulla Statale 17, il grosso problema che hanno gli agricoltori e soprattutto gli automobilisti sono gli incidenti con cervi e cinghiali. Ma perché a risponderne è solo la Regione?
«Il criterio di imputazione della responsabilità è fondato non sulla custodia della strada ma sulla proprietà dell'animale o comunque sulla sua utilizzazione, per cui dei danni causati dall'animale risponde il soggetto che ne trae un beneficio, con l'unica salvezza del caso fortuito».
I cervi liberi, e non solo questi, sono di proprietà della Regione che ne paga i danni: 408.000 euro la condanna inflitta dal giudice che però, in virtù dell’accordo transattivo tra l’ente e il motociclista, si riducono a 332.500 euro di cui due terzi sarebbero stati già consegnati, così si legge sulla delibera approvata nell’ultima giunta, e il resto dovrà essere corrisposto dopo le prossime elezioni di marzo 2024, cioè entro il 30 aprile prossimo, da chi allora governerà l’Abruzzo.
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