Moussa: «Eliminate gli infedeli»

19 Agosto 2017

I messaggi sui social del killer 17enne del commando jihadista

ROMA. Terroristi ragazzini, esplosivo e un camion-bomba: erano gli «ingredienti» del jihad per compiere un'ecatombe in Spagna. Il gruppo di fuoco è composto da minorenni e ventenni, li hanno subito ribattezzati baby-terroristi. Moussa Oukabir ha solo 17 anni. Considerato il presunto conducente del furgone della strage di Barcellona è tra i quattro terroristi uccisi a Cambrils.
Da quanto emerso finora, Moussa ha rubato i documenti al fratello Driss per affittare due, forse tre furgoni. Documenti trovati sul van. Il giovane si è presentato in commissariato nella serata di giovedì e non è chiaro perché non abbia denunciato prima il furto.
Moussa e Driss vivevano a Ripoll, cittadina di 11.000 anime, in una zona considerata «ad alta radicalizzazione». «Nessuno dei due ha mai dato problemi», racconta il sindaco. Il profilo Facebook di Moussa contrasta con quello del fratello, un 28enne amante della musica, delle spiagge, che non ha mai pubblicato post di odio o estremisti. E anzi è arrivato in Italia nel 2014 per un incontro galante con una ragazza. Moussa, appassionato di calcio, era solidale con la Siria, pubblicava anche la foto di un uomo con casco a bordo di una moto e armato con un fucile.
Sui social lanciava strali contro gli infedeli, che lui, diceva, «ucciderebbe». Sarebbe stato troppo giovane per finire nelle maglie dell'antiterrorismo. Se fosse stato catturato, per il massacro di Barcellona avrebbe rischiato una pena massima di 10 anni.