Movida, 60 multe in un giorno Masci: venite in città, ma cautela

Pescara detiene l’indice di contagio tra i più bassi d’Italia ma il servizio interforze continua a vigilare E sulla folla di sabato, il sindaco commenta: sembrava che tutto l’Abruzzo si fosse riversato a Pescara
PESCARA. Quasi 60 multe nella sola serata di sabato. Nel mirino delle forze dell’ordine i tanti pescaresi senza mascherina (qualcuno è arrivato persino a mostrare improbabili certificati medici di esenzione dal dispositivo) e i locali di piazza Muzii e dintorni, a rischio chiusura per cinque giorni, per non aver abbassato le serrande prima del coprifuoco delle 22.
È impressionante la folla che sabato si è riversata in centro per ritrovare lo svago perduto dopo mesi di segregazione in casa. Ma nello stesso tempo il ritorno alle care abitudini dell’aperitivo è un segnale che la città ferita dal Covid, che oggi però detiene i numeri più virtuosi con i contagi quasi azzerati, è pronta a ripartire.
In tanti, però, tra gestori di attività commerciali e clienti, nel fine settimana appena trascorso, sono partiti col piede sbagliato: con le mascherine abbassate o assenti e senza rispettare i distanziamenti tra i tavoli oppure riuniti in assembramenti fuori luogo e con le chiusure dei locali fuori tempo massimo, cioè oltre il coprifuoco delle 22.
La conseguenza è stata che durante i controlli interforze (Digos, carabinieri, Finanza e polizia municipale) sulla sicurezza, disposti dal questore Luigi Liguori, sono scattate (solo sabato sera) 58 multe da 400 euro l'una firmate dagli agenti della polizia municipale e dagli uomini della questura. Per la precisione, 22 persone multate dai vigili urbani per assenza di dispositivi di sicurezza e mancati distanziamenti e 2 locali sottoposti a ispezioni e sanzionati per chiusure fuori orario, con la clientela ancora ai tavoli.
La questura invece ha elevato 30 contravvenzioni ai clienti ammassati ai tavoli. Per 4 esercizi commerciali si profila lo stop per 5 giorni per mancato rispetto degli orari di chiusura imposti dalle normative vigenti. I controlli interforze sono stati estesi fino a piazza Salotto.
Il sindaco Carlo Masci ha il cuore diviso a metà. Da una parte registra «con orgoglio» il dato che «Pescara è una città che ha una capacità di attrazione incredibile e lo testimonia il fiume di gente che l’ha scelta, proveniente da tutta l’Abruzzo», ma dall’altra esorta la popolazione a «tenere la guardia alta». Raccomanda il «buon senso» perché malgrado le vaccinazioni «65mila dosi somministrate da gennaio ai pescaresi e della provincia, non possiamo ancora dirci fuori pericolo». Questo virus ha dimostrato di «essere pericoloso e subdolo e quindi dobbiamo ancora mantenere le precauzioni di sempre» sottolinea il primo cittadino. Che sui controlli, commenta: «Stiamo multando, con il sistema di controllo interforze predisposto dal questore, chi fa assembramento o i locali che chiudono in ritardo», ma «tutto il controllo che c’è non è sufficiente a fermare il fiume di gente» che si riversa in centro «ieri (sabato ndr) i bar e i ristoranti erano pieni e sull’area di risulta non c’era più un parcheggio libero. Ciò fa bene all’economia della città. Sembrava che tutto l’Abruzzo si fosse dato appuntamento a Pescara che da 4 settimane registra un indice di contagio tra i più bassi in assoluto a livello locale e nazionale».
Dati che «mi confortano perché vuol dire che le azioni messe in campo sono quelle giuste», ma dall’altra «dobbiamo tenere la guardia alta. Le vaccinazioni fanno ben sperare, ma il rischio è ancora alto». Pertanto Masci esorta a «frequentare la città che riparte» anche con le manifestazioni estive, ma raccomanda «giudizio e buon senso».
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