Movida e polemiche, lo sfogo del sindaco

11 Marzo 2022

Masci: «La città è patrimonio di tutti, basta Far west in piazza Muzii». Le proposte dei gestori in 4 punti

PESCARA. «Piazza Muzii, diciamolo chiaramente, non può e non deve essere una zona franca nel nome del guadagno a ogni costo e di una piccola minoranza rumorosa della cittadinanza». Dopo settimane di silenzio, Carlo Masci ha scelto di parlare, rivolgendosi duramente agli esercenti del cuore centrale di Pescara. Lo ha fatto attraverso i social, con un video di oltre 4 minuti. «La città è patrimonio di tutti, non è il far west, dove ha ragione chi alza di più la voce, dove il dissenso è affidato a urla, con compiacenti sponde politiche e dove si considera normale il linciaggio morale, con manifestini affissi alle vetrine come le taglie ai villaggi di frontiera», continua il sindaco, riferendosi alla protesta che la scorsa settimana ha visto la zona di piazza Muzii tappezzata di volantini contro le scelte dell'amministrazione. «La qualità di una città come Pescara non si misura con lo spostamento in avanti delle lancette dell’orologio e neppure col pretendere una sorta di tana liberi tutti, passando sopra ai diritti dei residenti, privilegiando gli interessi di pochi a scapito di una visione complessiva, razionale e funzionale dell'intera città».
Per il sindaco, Pescara non può essere «in caos perenne con le persone in giro alle 4 del mattino senza regole, con le bottiglie in mano. La Pescara by night deve necessariamente e armoniosamente coesistere con una Pescara operosa, che lavora e che produce, che ha cura del decoro e della vivibilità quotidiana».
Da sempre al centro del braccio di ferro tra residenti e operatori, Masci ammette: «Accontentare tutti è impossibile, ma scontentare tutti per privilegiare qualcuno è sbagliato, ingiusto e inaccettabile. L’attrattiva turistica è fatta di servizi e di qualità, non di disarmonie e di disagi. Noi diciamo basta al far west».
Lo sfogo del primo cittadino arriva nel giorno dell’ultimo tentativo fatto dai gestori di provare a trovare una soluzione. Come stabilito durante l’incontro di lunedì, i titolari dei locali, attraverso l’avvocato Andrea Lucchi, che sta seguendo i ricorsi contro le ordinanze sugli orari, hanno messo nero su bianco le loro richieste. Quattro i punti nel documento indirizzato al sindaco e all’assessore al Commercio, Alfredo Cremonese: l’introduzione di «una procedura semplificata per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per organizzare eventi per ripopolare le zone della movida pescarese, attualmente oggetto di una progressiva desertificazione», si legge nella lettera; la concessione di una parziale deroga al piano di zonizzazione acustica comunale di almeno il 15 per cento rispetto agli attuali limiti; l’istituzione di un presidio fisso delle forze dell’ordine, «che garantisca», scrivono, «la sicurezza dei luoghi, ma al contempo risulti più discreto degli attuali presidi mobili, che non in maniera volontaria, rappresentano un deterrente per la clientela e la cittadinanza, creando un ingiustificato sentimento di allarme sociale». Infine il sollecito del chiarimento da parte del ministero circa l’effettiva applicabilità della legge del 2001 che impone il divieto di somministrazione e consumo, su tutto il territorio nazionale, dalla mezzanotte in poi, nelle aree pubbliche. «Il tema di piazza Muzii nasce da lontano e nessuno ha mai fatto nulla per risolverlo, tanto che la questione è degenerata andando a finire all’attenzione della prefettura, dell’Arta e della Procura», interviene Cremonese. «Abbiamo fatto di tutto per trovare un punto di equilibrio. Non ho ancora ricevuto il documento, ma appena lo avrò, coinvolgerò il sindaco e i capigruppo per valutare le richieste».