Movida nella zona gialla: 45 multe e tre locali chiusi

3 Maggio 2021

Le sanzioni scattate per gli assembramenti e il mancato uso della mascherina Le attività hanno violato le regole per la ripresa. I residenti di via Piave: qui è caos

PESCARA. Nel primo fine settimana in zona gialla, il primo in cui c’è stata maggiore libertà di movimento rispetto ai mesi scorsi, sono state 946 le persone controllate in tutta la provincia, più 133 attività, e complessivamente sono scattate 79 sanzioni, nei confronti di altrettante persone che non hanno rispettato la normativa anti-Covid. Tre gli esercizi chiusi provvisoriamente, tutti situati nella zona centrale di Pescara, e tutti controllati nella giornata del primo maggio. Solo in città le sanzioni sono state 45, nei due giorni, di cui 15 scattate venerdì e 30 sabato, nei confronti di altrettante persone che non si sono attenute ai divieti imposti dalla normativa anti-contagio.
I controlli, decisi nel corso della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, hanno coinvolto polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale, concentrate nella zona centrale di Pescara e nell’area della movida dalle 17 fino alle 23, mentre nelle ore mattutine sono stati monitorati il lungomare e il centro. Le pattuglie sono state impegnate a vigilare sugli assembramenti e a verificare l’uso dei dispositivi di protezione individuale e il rispetto dei protocolli anti-Covid predisposti per la ripresa delle attività (aperte fino alle 22). Le sanzioni, dicono dalla questura, sono scattate proprio per via degli assembramenti e per il mancato delle mascherine mentre i locali sanzionati, e poi chiusi immediatamente, non hanno rispettato i protocolli anti-Covid.
Tra le zone dove si concentrano più i giovani c’è via Piave e proprio da lì parte il grido di allarme dei residenti che sabato hanno visto «degenerare» la situazione perché «c’era un baccano incredibile, tra urla e schiamazzi. Inutile chiedere di fare silenzio, urlando delle finestre. Alle forze dell’ordine sono arrivate diverse segnalazioni e sono intervenute in maniera decisa, identificando molte persone», raccontano i cittadini. «Non diciamo che i locali non ci debbano stare, anzi. Chiediamo la giusta misura tra ordine pubblico, esigenze dei commercianti di lavorare e residenti che vogliono solo vivere tranquillamente». Un tema che si ripropone, dopo una lunga pausa provocata dal Covid che ha imposto lo stop forzato ai locali. Per i residenti è «impensabile» che si torni alla situazione pre-Covid, «quando il baccano notturno continuava fino alle 3, in via Piave. Abbiamo vissuto sette anni così, con la strada invasa da ragazzetti che si vogliono stravolgere, ubriachi già nelle prime ore del pomeriggio, che urinano e rimettono in strada, davanti ai portoni, per non parlare delle zuffe frequenti. Ci auguriamo che i gestori dei locali rispettino le regole, impedendo l’accesso a chi fa troppo rumore. Chi non lo fa, va sanzionato».