Movida selvaggia, i residenti chiedono aiuto alla Procura

3 Luglio 2018

Ancora caos e schiamazzi nei fine settimana, il comitato cittadino chiede un incontro urgente a Serpi: «Siamo esasperati, fermi questa deriva sociale»

MONTESILVANO. Una lettera al procuratore capo della Repubblica Massimiliano Serpi (foto sotto al titolo) per chiedere di intervenire contro la movida estiva. E’ l’ultima iniziativa, in ordine temporale, del comitato spontaneo “Sos Movida Selvaggia” costituito nel 2015 da un gruppo di residenti del quartiere Santa Filomena, tra Pescara e Montesilvano, che da anni si battono contro i rumori provocati dagli stabilimenti balneari nelle notti d’estate.
Da un paio di settimane, infatti, l’incubo di chi vive stabilmente nel quartiere, e in particolare in via Livenza, o di coloro che trascorrono le vacanze estive nelle seconde case della città adriatica, è tornato. Musica a tutto volume fino a notte fonda, clacson che suonano all’impazzata, schiamazzi e traffico congestionato: questi i principali disagi che sono finiti più volte negli esposti e nelle raccolte di firme promossi dal comitato. Nonostante i rilievi effettuati più volte dall’Arta su richiesta dei cittadini esasperati e l’ordinanza firmata la scorsa estate dal sindaco Francesco Maragno per sospendere l’attività del Tortuga, una nuova estate è tornata e con essa anche i problemi. Per questa ragione il comitato ha deciso di interpellare il procuratore, informandolo dei problemi del quartiere e sollecitando un incontro urgente per mettere una volta per tutte fine alla questione.
«Questi i reati riscontrati», si legge nell’esposto inviato, per conoscenza anche al prefetto Gerardina Basilicata: «disturbo della quiete pubblica, privazione del sonno per centinaia di cittadini, violazione di ordinanze comunali in tema di decibel, orari e in alcuni casi, come per il Tortuga Beach di Montesilvano, persino di violazione dell’ordinanza comunale di sospensione dell’attività». Tra le criticità messe in luce dai residenti nella lettera inviata al procuratore Serpi, anche lo sforamento del limite massimo della capienza consentita che da 100/200 arriva addirittura a 600/700 utenti all’interno di alcuni locali sul lungomare, così come i problemi di ordine pubblico e l’utilizzo improprio della riserva naturale Santa Filomena che spesso si trasforma in «pattumiera, alcova o punto di spaccio».
Il comitato evidenzia poi i limiti delle amministrazioni comunali che non sono riuscite ad elaborare finora un piano di azione condiviso che consenta lo svolgimento delle attività serali nel rispetto delle normative vigenti. «Sarebbero sufficienti pannelli fonoassorbenti efficaci, l’abbassamento del volume della musica e un maggior controllo su questi adempimenti e sui flussi degli utenti», prosegue il comitato nella missiva. «In conclusione, di fronte all’inerzia delle amministrazioni, all’imbarazzante silenzio delle istituzioni interpellate, esasperati da una stagione estiva fotocopia delle precedenti, siamo a chiederle un incontro urgente, nella speranza che almeno la Procura possa mettere in atto un intervento che interrompa questa drammatica deriva sociale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA