Muffa e crepe: la rabbia di via Osento

Protestano gli inquilini dei 36 alloggi Ater: «Condizioni invivibili per anziani e disabili»
PESCARA. «I muri umidi e con la muffa ci si sfarinano tra le mani, dai balconi volano calcinacci, i terremoti hanno lasciato le crepe sulle pareti, nel cortile esterno cresce l’erba e non abbiamo mai avuto gli ascensori. La nostra paura è che le case ci crollino addosso». È la rabbia delle famiglie di via Osento, incastonata tra via Tavo e via Tiburtina, che vivono in 36 alloggi fatiscenti dell’Ater risalenti agli anni ’50-60. Alcuni di questi sono murati. Gli altri appartamenti abitati risentono dell'incuria del tempo. Sabato mattina gli inquilini delle due palazzine, che si specchiano nel degrado una di fronte all'altra, sono scesi in strada appoggiati, nella protesta, dal vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari e da altri residenti della zona.
Pettinari chiede alla Regione «2 milioni e 809mila euro per la ristrutturazione dell’insediamento edilizio che per soli 4 punti non rientra nella graduatoria dei fondi Pnrr, 50 milioni di euro, che la Regione riceverà dal governo centrale per riqualificare gli immobili popolari di tutta la regione».
«Questi edifici», spiega il pentastellato, «sono i più disastrati della provincia, forse anche della regione. Umidità, calcinacci che cadono dai balconi, infiltrazioni d’acqua e muffe sulle pareti sono ben visibili. Dopo la protesta di due anni fa, con gli assegnatari abbiamo avuto una interlocuzione con l’Ater che ci aveva dimostrato collaborazione, ma era in attesa dei fondi. Anche la Regione si era detta disponibile a investire in via Osento, ma nella graduatoria finale il complesso è stato lasciato al 64° posto e non risulta tra quelli, fino al 60° posto, che beneficeranno dei fondi Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza ndc)».
Negli alloggi abitano soprattutto anziani e disabili. Al civico 18 risiede Michele Cagnetta, ex carabiniere, che mostra i muri sfaldati. Adriana Saccomandi è preoccupata per la madre «che non può camminare ma vive in un alloggio con le crepe e insalubre».
Nino Presutti, Giancarlo Carpiani e Francesco Orta risiedono altrove, ma erano presenti per solidarietà con gli assegnatari di via Osento. Conclude, Pettinari: «Ancora una volta la Regione a trazione Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia non ascolta i territori. Ma questi palazzi vanno messi in sicurezza. E che non ci vengano a raccontare che i fondi non ci sono, perché sono stati trovati milioni di euro per abbattere il Ferro di Cavallo che sposta il problema della criminalità solo qualche via più in là, e altri milioni per le squadre in trasferta. In via Osento ci sono disabili e malati che vivono in case ammuffite e bambini che rischiano di essere travolti dai calcinacci».
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