Multe e autovelox, la battaglia dei ricorsi

8 Luglio 2022

Via di Sotto, cittadini contro il Comune. L’opposizione: «Va chiarito se l’impianto era omologato»

PESCARA. Aveva o no l’omologazione ministeriale l’autovelox di via di Sotto, smantellato 11 mesi fa dopo aver prodotto oltre 22mila multe? Lo hanno chiesto alla giunta comunale, attraverso una interrogazione a risposta scritta, i consiglieri comunali Pd, Piero Giampietro, Stefania Catalano, Giovanni Di Iacovo e Francesco Pagnanelli che, insieme al consigliere regionale Antonio Blasioli, hanno tenuto una conferenza stampa nella sede del gruppo consiliare per «chiarire alcuni aspetti irrisolti» che riguardano l’impianto di controllo della velocità, (installato a febbraio dello scorso anno e dismesso dopo 6 mesi di operatività), tarato a 30 chilometri orari, che ha sollevato polemiche e ricorsi da parte dei cittadini. Oltre 300, il conto approssimativo delle sentenze favorevoli agli automobilisti sanzionati. Diverse le cause vinte in tribunale per mancata omologazione. Una di queste è di Michela Di Stefano, portavoce del comitato Pescara Colli, che in conferenza stampa ha raccontato di aver preso «19 multe per complessivi 600 euro, ma non è ancora finita». Perché il Comune di Pescara ha già impugnato in tribunale una cinquantina di sentenze del giudice di pace che hanno annullato le multe comminate agli automobilisti. E intende andare avanti.
Da queste basi ripartono le contestazioni dei consiglieri (appoggiano la richiesta dei colleghi del Pd anche Marco Presutti, Mirko Frattarelli e Marinella Sclocco) che hanno fatto le pulci, insieme a Carlo Spaziani, ex ufficiale di polizia urbana a Roma, al capitolato di gara che affidava alla Cross Control di San Benedetto l’installazione del prototipo di impianto rimosso da mesi.
«Molti ricorsi pendenti in prefettura o dal giudice di pace», analizzano i consiglieri, «come pure quelli appellati dinanzi al Tribunale di Pescara dal sindaco Carlo Masci, contestano la mancanza di omologazione, ma fino ad oggi, malgrado le nostre ripetute richieste, il Comune non ha mai prodotto la certificazione che attesti l’omologazione, senza la quale, come si legge nell'articolo 14 del capitolato, è prevista la risoluzione del contratto e l'azzeramento delle multe». «Questa», concludono i consiglieri, «è una vicenda dolorosa che coinvolge migliaia di famiglie beffate anche dalle sanzioni ricevute via Pec e viste in ritardo. E adesso è in corso una nuova gara per la locazione di 12 dispositivi che costeranno al Comune 432mila euro». (c.co.)