Muore 16 giorni dopo la caduta

8 Luglio 2015

Non ce l’ha fatta il 78enne che ha perso il controllo della bici battendo la testa

PESCARA. Dopo sedici giorni dall’incidente stradale in cui è rimasto coinvolto, è morto in ospedale Gabriele Di Zio, 78 anni, di Pescara. L’anziano non ce l’ha fatta e due sere fa il suo cuore si è fermato.

Quel giorno, era il 20 giugno, l'anziano era in sella a una bicicletta elettrica, sul ponte delle Libertà, quando ha perso il controllo del mezzo ed è caduto. Finendo a terra, poco dopo le 12, ha battuto violentemente la testa ed è stato necessario il trasporto immediato in ospedale, dove è stato ricoverato nel reparto di Neurochirurgia. Il quadro generale è apparso complesso sin dal primo momento ai medici che si sono occupati di lui e che, dopo una serie di accertamenti, si sono riservati la prognosi. Nei minuti successivi alla caduta hanno preso il via gli accertamenti del personale della sezione Infortunistica della Polizia municipale, per capire la dinamica dell'incidente e accertare l'eventuale coinvolgimento di terzi, e quindi la responsabilità di altri nella terribile caduta di cui è stato protagonista il 78enne, residente in via Stradonetto.

Gli agenti, coordinati dal maggiore Paolo Costantini, hanno anche ascoltato un testimone che in quegli istanti stava percorrendo il ponte delle Libertà e ha visto Di Zio procedere da nord verso sud, cioè da via del Circuito verso Villa del Fuoco. Al momento della caduta l'anziano aveva raggiunto la parte in cui c’è un avvallamento, prima di arrivare all'incrocio con via Aterno, per cui è presumibile che la bici abbia acquisito velocità in corsa e che il 78enne non sia riuscito più a controllarla. E' accaduto tutto in pochi attimi: il mezzo si è sbilanciato e Di Zio si è ritrovato a terra, con una serie di traumi di una certa gravità. Nella caduta, sempre in base alla ricostruzione fornita dalla polizia municipale, Di Zio è finito sul cordolo che si trova al limite della carreggiata e la testa ha impattato con questo materiale. L’attività portata avanti dalla municipale, sia nell'immediatezza dei fatti che nelle ore successive, ha consentito di appurare che il 78enne ha fatto tutto da solo e non ci sono responsabilità di terzi.

(f.bu.)

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