Muore a 55 anni correndo sulla riviera

17 Settembre 2016

Enzo Iervasi, di Spoltore, si è accasciato all’improvviso, inutili i soccorsi. In passato aveva accusato problemi al cuore

PESCARA. Dopo aver corso per due chilometri e mezzo ha sentito un forte dolore al petto, si è accasciato ed è morto. Non ha avuto scampo, i soccorritori non hanno potuto fare nulla per salvare Enzo Iervasi, 55 anni, di Spoltore, e il suo corpo senza vita è rimasto lì, sulla riviera nord, sotto gli occhi sbigottiti di alcuni testimoni, mentre altri sportivi continuavano a correre.

Iervasi sapeva di aver problemi al cuore, ormai da tempo. Una decina di anni fa aveva avuto una prima avvisaglia e probabilmente aveva smesso di lavorare anche per questo ma le sue condizioni fisiche non gli impedivano di continuare a fare jogging e si allenava con costanza.

Ieri, all’ora di pranzo, è partito dalla zona della Madonnina, dove ha parcheggiato l’auto, e ha cominciato a correre in direzione nord. Abbigliamento essenziale - maglietta e pantaloni aderenti - e il contapassi per misurare l’attività fisica: l’uomo si è avviato così verso Montesilvano, ma all’improvviso è stato costretto a fermarsi. Due ragazzini hanno visto che d’un tratto si è fermato, era chiaro che non si sentisse bene, ha cominciato a toccarsi il petto e si è piegato, per poi accasciarsi e battere il volto a terra.

Sono stati avvertiti i soccorsi, una donna si è avvicinata e ha tentato di aiutarlo e poco dopo sulla riviera - all’altezza dello stabilimento balneare Istria - è arrivato prima il personale della Croce Rossa e poi quello del 118, ma il cuore dell’uomo aveva già smesso di battere e non è stato possibile usare il defibrillatore. È stato il personale della squadra volante, diretta da Dante Cosentino, ad occuparsi dell’identificazione dell’uomo, che aveva con sé solo le chiavi dell’auto mentre non aveva documenti di identità.

Gli agenti hanno percorso i due chilometri e mezzo indicati sul contapassi di Iervasi con l’obiettivo di rintracciare l’auto del 55enne, e così sono riusciti a individuare il mezzo e, successivamente, a dare un nome all’uomo morto improvvisamente sulla riviera, sotto gli occhi di chi si stava allenando durante la pausa pranzo e dei tanti che stavano percorrendo il lungomare.

Per il medico legale, intervenuto poco dopo, la morte è avvenuta per cause naturali dopodiché il corpo è stato trasportato in obitorio e lì è stato riconsegnato ai familiari, su disposizione del magistrato di turno, che non ha ritenuto necessario far eseguire l’autopsia.

Un destino tragico, quello di Iervasi, purtroppo identico a quello di molte persone stroncate da un malore durante l’attività sportiva. L’uomo correva regolarmente, sapendo di poterlo fare: si faceva controllare periodicamente, avendo già avuto dei problemi al cuore, e proprio alla luce degli accertamenti a cui era stato sottoposto continuava a svolgere attività fisica.

Iervasi, che aveva compiuto 55 anni il 10 settembre, viveva in via Italia, a Spoltore, e lascia la moglie Mariella, una parrucchiera, e il figlio Alessandro, oltre alle sorelle Sonia, Annalilla e Daniela e al cognato Giacomo. I parenti lo saluteranno domani, per l’ultima volta, insieme agli amici, nella chiesa di San Camillo, a Villa Raspa di Spoltore. Il funerale si terrà alle 15.30.

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