Muore a 55 anni dopo un malore Si era candidato alle comunali

1 Giugno 2019

Bruno De Laurentiis era iscritto al circolo Gramsci di Rifondazione e faceva parte del direttivo della Cgil Ha partecipato alla campagna elettorale con entusiasmo e passione per i temi sociali. Oggi i funerali

PESCARA. Un malore improvviso, la difficoltà a respirare bene. Poi i soccorsi. Il trasporto in ospedale da via Basento e il tentativo di rianimazione in ambulanza, durante la corsa al pronto soccorso. Ma non è stato possibile salvare Bruno De Laurentiis, 55 anni compiuti a febbraio. Il suo cuore si è fermato sull’ambulanza, nonostante il personale del 118 abbia fatto di tutto per tenerlo in vita.
È stata una morte assolutamente inattesa quella di De Laurentiis, originario di Roma ma a Pescara dal 1986, che nell’ultimo periodo aveva vissuto l’esperienza della candidatura alle elezioni comunali con la lista “Coalizione civica per Pescara” a sostegno della candidatura a sindaco di Stefano Civitarese. Era «orgogliosamente comunista» (il suo circolo di riferimento era quello intitolato ad Antonio Gramsci, a Pescara), come ricorda il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.
Aveva lavorato prima come rappresentante di commercio nel settore delle confezioni-abbigliamento, seguendo le orme di suo padre, e dal 1996 come assistente domiciliare per i portatori di handicap e gli anziani. Presentandosi agli elettori per la candidatura aveva scritto di se stesso di aver sempre amato la politica «perché mio padre e tutta la mia famiglia hanno sempre mostrato grande interesse per l'impegno politico, manifestando costantemente la preferenza verso il Pci». Amava leggere «quotidiani e libri» e ascoltare la musica, «in particolare quella con contenuti sociali e solidali». E non disdegnava, come diceva lui stesso, gli «eventi teatrali». Ma la sua grande passione era la Roma, la squadra della sua città natale, che seguiva come tifoso «da giovanissimo».
Con la sorella Simona faceva parte del direttivo provinciale della Cgil (militante della Fp), oltre ad essere componente dell'assemblea generale e delegato aziendale. Ed è proprio la sorella a parlare di lui dicendo che «credeva negli esseri umani e nei diritti. Non amava apparire, lottava per sé e per gli altri e ha sempre difeso i colleghi lavoratori, battendosi in ogni occasione». Per cui, dice la donna, «vorrei che fosse ricordato per il suo impegno perché ha vissuto seguendo questi principi».
Sono rimasti senza parole i rappresentanti di “Coalizione civica per Pescara”, primo tra tutti Civitarese. «Siamo ancora attoniti da quanto accaduto a Bruno, che aveva preso parte alla nostra campagna con l’entusiasmo, la passione e la competenza per i temi sociali che lo contraddistinguevano», dice il candidato sindaco alle amministrative del 26 maggio. «L’ultimo ricordo che ho di lui è la gioiosa passeggiata per il centro della città nel giorno di chiusura della campagna elettorale», aggiunge.
Oggi l’addio, alle 15.30, nella chiesa di San Luigi, dove saranno celebrati i funerali.