Muore bancaria 42enne «Esempio di coraggio»

PENNE. Penne in lacrime per la giovane Valentina Cocchini. Quarantadue anni, è morta mercoledì sera all’ospedale di Pescara. Lascia il marito Gabriele, il papà Antonio, la mamma Annamaria e il...
PENNE. Penne in lacrime per la giovane Valentina Cocchini. Quarantadue anni, è morta mercoledì sera all’ospedale di Pescara. Lascia il marito Gabriele, il papà Antonio, la mamma Annamaria e il fratello Donato. Una ragazza solare, simpatica, con un sorriso contagioso e la battuta sempre pronta. Da anni combatteva contro una complicata forma tumorale che alla fine non le ha dato scampo. Nell’ultimo periodo aveva anche preso il Covid-19, ma con la sua tenacia ne era uscita. I funerali si terranno oggi, alle 16, nella chiesa della Madonna del Carmine, subito dopo i funerali del dottor Di Campli. Destino amaro quello di Valentina Cocchini, sopraffatta da una malattia che per tantissimi anni l’ha costretta a cure che lei ha sempre affrontato con coraggio, mettendo in campo la sua incredibile voglia di vita.
Dopo essersi diplomata si è laureata impegnandosi comunque a lavorare, prima in una nota gioielleria di Penne e poi in un’agenzia di assicurazione. Da qualche tempo lavorava nella filiale Bcc di Pianella. In tantissimi hanno voluto ricordarla, soprattutto su facebook, esprimendo tutto il dolore per la sua morte.
«Se solo avessi saputo che quella sarebbe stata l’ultima volta che potevo stare in tua compagnia e gioire della tua meravigliosa risata. Se solo avessi saputo che quello era l’ultimo abbraccio che potevo darti, non ti avrei più lasciata. Ti avrei tenuta stretta stretta tra le mie braccia, in barba alle mille paranoie di questa pandemia. Perché in quell’abbraccio c’erano tutte le parole non dette, tutto il rispetto e il bene che ci siamo volute da quando ci siamo conosciute», le ha scritto dal proprio profilo Facebook l’amica Daniela Di Teodoro. È stata una ragazza forte e coraggiosa. «Con lei», ripete chi l’ha conosciuta, «era impossibile non stare bene».
«Sarà impossibile dimenticare il suo contagioso sorriso», ricorda un’altra sua cara amica. (f.bel.)

